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NOVITÀ NORMATIVE

LE DISPOSIZIONI SUL PERSONALE DEL DL 78/2010

Vincoli assai stringenti alle assunzioni, rafforzamento delle disposizioni che dettano limiti alla spesa per il personale, blocco della contrattazione collettiva per il triennio 2010/2012, tetto al 3,2% per gli aumenti derivanti dal rinnovo del contratto del biennio economico 2008/2009. E ancora, ritardo di un anno nel collocamento in pensione.
Possono essere così riassunte alcune tra le più importanti disposizioni dettate dal decreto legge n. 78/2010 in materia di personale degli enti locali. Non si applicano invece agli enti locali le disposizioni dettate dalla manovra Tremonti per i dipendenti dello Stato e che impongono il tetto ai trattamenti economici dei singoli dirigenti nel prossimo triennio nella misura erogata nell'anno 2010.
Siamo dinanzi a un insieme di misure assai rigide e che lasciano alle singole amministrazioni margini di autonomia applicativa assai ridotti, il che solleva dubbi di legittimità costituzionale alla luce dei principi che la stessa Consulta ha avuto modo più volte di fissare e cioè che le norme statali possono, per esigenze di coordinamento della finanza pubblica, dettare vincoli di carattere generale, ma che sono le singole amministrazioni a dovere decidere il modo con cui applicare tale prescrizioni, mentre limiti stringenti possono essere adottati solo con il consenso degli enti locali, elemento che in questa occasione non è sicuramente presente. Non si può comunque dare per scontata la dichiarazione di illegittimità in quanto il provvedimento fa essenzialmente riferimento ai tetti di spesa, il che determina un immediato collegamento con le esigenze di coordinamento della finanza pubblica, tema che appartiene alla competenza legislativa dello Stato.
Le nuove disposizioni non toccano, se non in misura marginale, la concreta applicazione del decreto legislativo n. 150/2009, la cosiddetta legge Brunetta, che rimane confermata nei suoi tratti essenziali. In particolare si conferma che a partire dal 2011 il trattamento economico accessorio collegato alle performance deve essere distribuito in modo differenziato e che tutti gli enti si devono dare un sistema di misurazione e valutazione delle performance organizzative e individuali, sistema nel cui ambito si deve assegnare uno spazio significativo alla valutazione da parte degli utenti.
Viene inoltre confermata la drastica «dieta dimagrante» a cui è sottoposta la contrattazione collettiva, nonché la limitazione degli ambiti riservati alle relazioni sindacali, con i forti paletti inseriti per evitare che possano concretizzarsi forme di cogestione. Viene poi confermato l'impianto della norma per ciò che riguarda il tentativo di limitazione dello spoils system nel conferimento degli incarichi dirigenziali e non sono apportate modifiche di sorta né alle nuove forme di responsabilità introdotte in capo a dirigenti e dipendenti né alle nuove sanzioni e procedure disciplinari.
Le novità contenute nella manovra incidono su tre aspetti del decreto Brunetta. In primo luogo, il blocco della contrattazione nazionale per il triennio 2010/2012 determina il rinvio della entrata in vigore della quantificazione del bonus di eccellenza e del premio per l'innovazione; nonché di alcuni dei nuovi vincoli dettati per rafforzare il controllo sulla contrattazione decentrata integrativa. E ancora, anche per gli aspetti disciplinari si sconteranno alcuni problemi operativi.
Un secondo aspetto strettamente connesso è la sostanziale necessità che si pone per allungare i termini (che negli enti locali scadranno di fatto nel 2012) entro cui adattare i contratti decentrati integrativi alle nuove disposizioni.
FONTE: ITALIA OGGI

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