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NOVITÀ NORMATIVE

STUDI E CONSULENZE: STRETTA DELL'80%

La stretta sulle consulenze e gli incarichi di collaborazione esterna vale anche per gli enti locali, chiamati, dal 2011, a ridurre la spesa complessiva destinata a tale scopo al 20% di quella sostenuta nel 2009.
Gli enti locali sono compresi nell'elenco delle pubbliche amministrazioni di cui al comma 3 dell'articolo 1 della legge 196/2009, richiamato dalle norme sul contenimento della spesa contenute nel dl n. 78/2010, essendo contemplati nella ricognizione effettuata dall'Istat e pubblicata sulla G.U. n. 176 del 31 luglio 2009.
Dunque, a decorrere dall'anno 2011 comuni e province dovranno ridurre dell'80% la spesa annua per studi ed incarichi di consulenza, anche conferiti a pubblici dipendenti rispetto a quella sostenuta nell'anno 2009.
Ciò non solo all'evidente scopo di conseguire risparmi di spesa, ma anche al fine, esplicitato dalla manovra, «di valorizzare le professionalità interne alle amministrazioni».
L'articolo 6, comma 7, del dl n. 78/2010 estendendo la sua portata anche agli enti locali, modifica implicitamente la disciplina degli incarichi di collaborazione contenuta nell'articolo 3, commi 18 e da 54 a 57, della legge 244/2007.
Tali disposizioni hanno sin qui assegnato a ciascun ente locale la possibilità di fissare col regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi, in conformità a quanto stabilito dall'articolo 7, commi 6 e seguenti del dlgs n. 165/2001, limiti, criteri e modalità per l'affidamento di incarichi di collaborazione autonoma, da applicare a tutte le tipologie di prestazioni. Inoltre, il limite massimo della spesa annua per incarichi di collaborazione, ai sensi del comma 56 del citato articolo 3, può essere fissato col bilancio.
È chiaro che in particolare quest'ultima previsione si mostra incompatibile con l'innovazione sulla materia, disposta dal dl n. 78/2009. Nel 2011, in altre parole, gli enti locali non potranno fissare liberamente il tetto della spesa complessiva per gli incarichi mediante il bilancio. L'articolo 6, comma 7, della manovra, infatti, obbliga il bilancio a ridurre comunque dell'80% le spese destinate a tale scopo, rispetto al 2009.
Ciò deve indurre comuni e province di metter mano con urgenza alla programmazione, per altro obbligatoria, degli incarichi esterni, per limitarle ai casi di estrema priorità.
Il dl n. 78/2010 introduce indirettamente una nuova limitazione di diritto sostanziale al ricorso agli incarichi esterni, col riferimento espresso allo scopo di valorizzare le professionalità interne. Ciò impone di rendere ancora più rigorosa la verifica dell'assenza assoluta di professionalità e richiede agli enti anche di motivare l'assoluta impossibilità di assegnare, anche solo temporaneamente, professionalità dotate della competenza necessaria, ma impegnate in settori o progetti operativi diversi, allo scopo di affrontare e risolvere i problemi sui quali si evidenzia la potenziale necessità di una collaborazione esterna. Del resto, il taglio molto forte alle risorse imporrà in ogni caso un ripensamento serio al modo col quale si utilizzano le professionalità.
Certo, stride con il disegno di valorizzazione delle competenze interne agli enti, indubbiamente apprezzabile, la scelta di ridurre al 50% della spesa del 2009 (anch'essa valevole per gli enti locali), le risorse destinate alla formazione. È chiaro che il pieno utilizzo delle capacità dei dipendenti non possa essere disgiunto da un investimento nel capitale umano, tanto più necessario quando si compie la scelta di internalizzare quanto più possibile le attività di analisi, studio, ricerca e di istruttoria relative a problemi di rilevante ampiezza.
La riduzione della spesa lascia, in ogni caso, fermi i presupposti e le cause di ricorso agli incarichi, come previsto dalle norme citate prima, nonché dall'articolo 7, commi 6 e seguenti, del dlgs 165/2001.
La violazione del nuovo tetto di spesa imposto dalla manovra, per altro, costituirà illecito disciplinare e responsabilità erariale. Ma, non solo nei confronti di dirigenti e responsabili di servizio che conferiscano gli incarichi. Anche i responsabili dei servizi finanziari avranno l'onere di garantire che nel bilancio lo stanziamento non superi il 20% di quello del 2009.
FONTE: ITALIA OGGI

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