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NOVITÀ NORMATIVE

TURN OVER PERSONALE: DAL 2011 NON PIU' DEL 20% DEI FONDI LIBERATI DALLE CESSAZIONI

Il sacrificio richiesto agli enti locali in materia di personale dalla manovra estiva 2010 si concentra su tre aspetti fondamentali. Ciascuno di questi ha tempi di misurazione e attuazione diversi.
Il primo ambito riguarda gli uffici stipendi. Il blocco delle retribuzioni e dei contratti è già stato ampliamente trattato.
La scure scende per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013, mentre nel frattempo è fatta salva l'erogazione della sola indennità di vacanza contrattuale.
Il secondo blocco di azioni è invece riferito alle politiche del reclutamento. L'articolo 14, comma 9 del Dl 78/2010 ripropone il turn over delle assunzioni rispetto alle cessazioni intervenute nell'anno precedente. Si tratta di una limitazione di spesa e non di «teste» come nel resto della pubblica amministrazione. La norma prevede la copertura del limite massimo del 20% della spesa corrispondente alle cessazioni. È un vincolo più leggero rispetto al calcolo dipendente per dipendente, dovuto al fatto che cessazioni di lavoratori con salari elevati a seguito di passaggi di carriera potranno permettere di recuperare un maggiore differenziale sulle nuove leve che partono dai livelli di base.
Sono previsti però notevoli problemi nei piccoli enti; se anche si ipotizza un "recupero" su coloro che hanno stipendi più alti, per poter procedere a un'assunzione sono comunque necessarie almeno 4 cessazioni, che in tali amministrazioni si hanno nel ciclo di qualche anno.
Un limite forte, forse troppo, che in passato ha già subito l'alt dalla Consulta. Infatti la Corte costituzionale con la sentenza 390/2004 aveva già bocciato una regola simile, che fissava il tetto al 50 per cento. Non si esclude che si potrà quindi giungere alle stesse considerazioni anche in questo caso in quanto lo stato non può in tali ambiti imporre norme di dettaglio, ma solo obiettivi, lasciando a ogni ente locale il compito di trovare il modo per raggiungerli.
La decorrenza del turn-over al 20% della spesa è prevista al 1° gennaio 2011 con riferimento ai costi delle cessazioni avvenute nel 2010. Negli enti in cui la spesa di personale rispetto alle spese correnti è superiore al 40% il blocco è immediato.
Terzo sacrificio: il contenimento della spesa di personale. In questo caso non ci sono termini di differimento e quindi le novità decorrono dal 31 maggio scorso.
Oltre all'introduzione dei paletti su cui fare la leva per la riduzione delle spese (rapporto tra spese di personale e spese correnti, controllo del lavoro flessibile, riduzione dell'incidenza percentuale delle posizioni dirigenziali e contenimento dei costi della contrattazione integrativa), il legislatore ha individuato due modi per bloccare di fatto l'incremento dell'aggregato. Da una parte è stata infatti prevista una sanzione per chi non rispetta le disposizioni, cioè il divieto assoluto di assunzioni (il veto vale anche per contratti di servizi stipulati in elusione della norma). Dall'altra parte sono state tolte le possibilità di deroga introdotte dalla Finanziaria 2008, e riviste per i piccoli enti con il Dl 112/2008.
Dal 31 maggio il blocco sulla spesa è quindi totale: gli enti soggetti al patto non potranno spendere più dell'anno precedente, gli enti non soggetti faranno ancora riferimento alla spesa sostenuta nel 2004.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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