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NOVITÀ NORMATIVE

DL 78/2010: PRIME MODIFICHE IN VISTA PER COMUNI E SCUOLA

Difendere gli enti virtuosi ed escludere dal patto di stabilità le spese per la sicurezza. Sono le priorità indicate dal ministro dell'Interno Roberto Maroni per la revisione dei vincoli alla finanza locale fissati dalla manovra salva-euro.
«Bisogna evitare il risultato paradossale - ha detto ieri Maroni - che il patto penalizzi proprio gli enti più virtuosi». Secondo il ministro la soluzione a regime, ovvio, arriverà dal federalismo fiscale, ma da subito «cercheremo di allentare la stretta della manovra», sui comuni più efficienti. Quella di Maroni è anche una risposta indiretta al presidente dell'Anci Sergio Chiamparino, che commentando i dati sul nuovo patto applicato a ogni comune, ha sostenuto che le misure «colpiscono le aree dinamiche del paese». A livello regionale l'epicentro dei tagli sono gli enti piemontesi, mentre tra i capoluoghi primeggiano Parma e Torino (seconda tra le metropoli è Milano). «Questi numeri - fa sapere la giunta (di centro-destra) di Parma - sono la conseguenza dei nostri investimenti, e confermano che il patto colpisce di più chi ha i conti più a posto».
Di tutto si comincerà a discutere oggi in parlamento, con la riunione dei "finiani" per disegnare una loro «manovra aggiuntiva», come a fine 2009; i dettagli sono da discutere, ma in prima fila tornano proprio le proposte di fine anno come la cedolare secca sugli affitti e il taglio Irap per le imprese sotto i 50 dipendenti. Il debutto ufficiale in senato è invece previsto per domani sera, con le audizioni in commissione bilancio che inizieranno con le parti sociali e si concluderanno venerdì con l'Istat. Il motore dei correttivi è già partito, e per esempio il capogruppo Pdl Maurizio Gasparri punta l'attenzione sul comparto sicurezza. «La manovra - sottolinea - blocca i contratti ma non taglia stipendi e pensioni, come fanno altri paesi europei»; secondo Gasparri ci sono però «settori su cui si può discutere, come la scuola e le forze dell'ordine», anche se i saldi della manovra non si toccano.
S'infittisce intanto il calendario dello sciopero dei magistrati contro i tagli alle loro retribuzioni, dopo che l'Anm ha fissato per il 1° luglio la data in cui si fermeranno giudici e pm. Ieri è stata la volta dei magistrati amministrativi, che hanno messo sul piatto l'astensione da due udienze consecutive a partire dal 21 giugno (una sola al consiglio di stato), più altre due udienze da cancellare in caso di prosecuzione della protesta.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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