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NOVITÀ NORMATIVE

DA CHIARIRE IL BLOCCO DEGLI STIPENDI DAL 2011

La manovra inchioda gli stipendi nel periodo 2011/2013, ma nel 2010 spazio alla fantasia. Le pubbliche amministrazioni hanno libertà di azione in materia, con il rischio che venga mossa in atto una spinta per incrementare al massimo il trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti. È la conseguenza dell'articolo 9, comma 1 del Dl 78/2010, in cui si stabilisce che lo stipendio non sia superiore a quello «in godimento nel 2010».
Un primo problema da risolvere è rappresentato dalla interpretazione da dare alla locuzione «in godimento». Si potrebbe pensare a tutti gli emolumenti pagati nell'anno in corso, seguendo quindi il criterio di cassa.
Se così fosse, sarebbe inevitabile aspettarsi un periodo nel quale gli enti si affrettino a pagare tutto il possibile entro il 31 dicembre, in modo da innalzare il tetto di riferimento per il prossimo triennio. Comportamento che non potrà essere arginato dalle disposizioni sui vincoli di spesa della finanziaria 2007, che fanno riferimento alla competenza finanziaria.
Si assisterebbe così a un'impennata nei pagamenti dei compensi per produttività, Ici e Merloni, con l'effetto contrario a quello che il decreto si propone. In questo senso stanno spingendo i sindacati che, sempre per innalzare il limite di retribuzione individuale, puntano sulle progressioni orizzontali.
L'operazione viene supportata anche dal fatto che, con l'applicazione del Dlgs 150/2009, queste progressioni diventeranno quasi un miraggio, ed è quindi ritenuto opportuno prendere al volo l'ultima chance. Non si può nascondere, però, che il riconoscimento delle progressioni orizzontali in modo massiccio nel 2010 metta in serio pericolo la previsione del Dlgs 150/2009 che vuole una quota prevalente de) salario accessorio destinata alla performance individuale.
Norma cogente dal 2011, ma sulla cui strada è bene avviarsi già quest'anno. Per mettere in atto queste previsioni e, quindi, arrivare al risultato di gonfiare il trattamento economico complessivo del singolo dipendente, si ricorre ad un aumento del fondo per le risorse decentrate, in applicazione dell'articolo 15, comma 5, del contratto nazionale del 1" aprile 1999, anche quando questo non risulti esattamente giustificato da correlati incrementi nella qualità e quantità dei servizi. Il danno sarebbe di doppia portata: nel 2011 l'aumento del fondo a tale titolo risulta quanto mai irto di difficoltà perché all'aumento quali-quantitativo dei servizi devono corrispondere maggiori prestazioni dei dipendenti, che non possono essere remunerate, in quanto vincolate dal tetto del 2010.
Un'altra interpretazione di trattamento in godimento può far riferimento alle voci stipendiali di competenza dell'anno 2010. In questo ambito, ne risulta emblematica la quantificazione. in quanto dal punto di vista oggettivo alcune voci retributive possono presentare elementi di elasticità circa l'anno di riferimento. Si pensi, ad esempio, ai compensi Merloni, all'avvocatura, eccetera; in termini temporali, nella migliore delle ipotesi, si può arrivare a giugno 2011, quando sarà distribuita la produttività per l'anno precedente.
Ma nel caso in cui la contrattazione decentrata per l'anno 2010 si arenasse, la definizione del tetto viene rinviata a data da destinarsi, con evidenti ripercussioni negative. Ancora, in presenza di compensi Merloni, la quantificazione del limite presenta aspetti critici, in quanto non è raro che tali emolumenti vengano corrisposti con notevole ritardo rispetto al momento di maturazione del relativo diritto alla percezione.
La norma, quindi, oltre a notevoli problemi interpretativi, può favorire un aumento della spesa a favore del personale dipendente nel 2010, obiettivo sicuramente contrario allo spirito del legislatore.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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