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NOVITÀ NORMATIVE

L'AVVISO DI ACCERTAMENTO DIVENTERA' SUBITO ESECUTIVO

La novità maggiormente rilevante della manovra in materia di contenzioso e riscossione riguarda il contenuto dei nuovi avvisi di accertamento ed è ravvisabile nell'intimazione ad adempiere entro il termine di presentazione del ricorso all'obbligo di pagamento "integrale" oppure, in caso di presentazione del ricorso, al pagamento frazionato, pari al 50% delle maggiori imposte e dei relativi interessi. La novità riguarda gli avvisi che saranno notificati dal 1° luglio 2011 e relativi ai periodi d'imposta in corso alla data del 31 dicembre 2007 e successivi.
Gli atti, pertanto, diventano immediatamente esecutivi al momento della notifica e recano anche l'avvertimento che, decorsi 30 giorni dal termine per il pagamento, la riscossione viene affidata agli agenti della riscossione che possono immediatamente porre in essere azioni esecutive a tutela del credito vantato con la pretesa.
L'articolo 29 del Dl 78/2010, nell'ambito delle diverse disposizioni previste per l'accelerazione della riscossione già in sede di accertamento del contribuente, contempla anche un altro "indiretto" giro di vite in materia di misure cautelari.
La lettera c) prevede, infatti, che la riscossione integrale delle somme indicate negli avvisi può essere affidata in carico agli agenti della riscossione anche prima dei termini prospettati, in presenza di fondato pericolo per il positivo esito della riscossione. In sostanza, la disposizione replica nel nuovo ordinamento la ratio del ruolo straordinario, con la differenza però che si potrebbe determinare l'immediato avvio delle azioni esecutive a cura dell'agente della riscossione anche contemporaneamente alla notifica dell'atto impositivo.
Per esempio, nel caso in cui il contribuente decida di impugnare l'atto ma presenti comunque l'istanza di accertamento con adesione, egli dispone attualmente di 180 giorni per adempiere all'obbligo di pagamento, derivanti dalla sommatoria dei 60 giorni ordinariamente previsti per l'impugnazione, dei 90 giorni di sospensione di questi termini per effetto della produzione dell'istanza di accertamento con adesione e, infine, di 30 giorni che devono passare prima dell'affidamento della riscossione all'agente (e in più l'eventuale stratificazione della sospensione dei termini processuali, con una dilazione di altri 46 giorni).
Con la previsione della lettera c), questo periodo di tempo non è più a disposizione del contribuente, il quale, nonostante la pendenza dei termini tanto per prestare acquiescenza quanto per impugnare l'atto, potrebbe vedersi sottoposto alle azioni esecutive. In un'eventualità del genere per il contribuente si profila la possibilità di impugnare un immediato avvio dell'azione esecutiva per gli stessi motivi per i quali, attualmente, vengono impugnate le cartelle di pagamento contenenti un ruolo "straordinario": ossia, l'insussistenza del pericolo per la riscossione ritenuto invece esistente dall'ufficio.
Un rimedio limitato, però, se si pensa in primo luogo che l'impugnazione dell'immediata azione esecutiva non determina alcun effetto sospensivo; in secondo luogo, occorre riflettere sulle conseguenze, di natura extratributaria, che si verificano soprattutto nei rapporti con creditori e istituti di credito.
Senza contare, infine, che il contribuente, a fronte di un solo avviso di accertamento, dovrebbe avviare due distinti procedimenti difensivi: uno nei confronti dell'atto per contrastare la pretesa e richiedere l'immediata sospensione e, l'altro, per osteggiare le azioni esecutive ritenute illegittime per carenza del presunto pericolo per la riscossione.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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