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NOVITÀ NORMATIVE

TAGLI AI TRASFERIMENTI CONSIDERANDO LA VIRTUOSITA'

Tagli più leggeri in vista per gli enti locali virtuosi. I comuni e le province in regola con il patto di stabilità negli ultimi tre anni e che presentano una bassa spesa per il personale rapportata al totale delle spese correnti e risultati di competenza positivi nei rendiconti 2008, subiranno meno sacrifici dalla manovra. Perché la nuova rimodulazione degli obiettivi fissati dal dl 78 (4 miliardi in due anni per i comuni e 800 milioni per le province), a cui stanno lavorando i tecnici del Viminale, prevede che, fatto 100 il totale dei tagli, questi vengano attuati per il 70% attraverso la riduzione lineare dei trasferimenti, mentre il restante 30% sarà differenziato in base al livello di virtuosità raggiunto. Per le province la quota legata al rispetto dei parametri di efficienza gestionale e contabile sarà del 25%, mentre il 75% verrà decurtato alleggerendo i trasferimenti.
Per il momento è ancora presto per poter affermare che sarà questa l'ipotesi di rimodulazione dei tagli che verrà recepita dal governo in un emendamento da presentare in commissione bilancio al senato (dove oggi inizia il voto sulle 2.550 proposte di modifica di iniziativa parlamentare). Ma quel che è certo è che questa soluzione trova un discreto accoglimento nel governo, a cominciare dal ministro Roberto Calderoli che però ai criteri di virtuosità di cui sopra vorrebbe aggiungerne un altro legato al livello di autonomia finanziaria degli enti.
La giornata di oggi in questo senso sarà decisiva. I tecnici del ministero dell'interno si vedranno di buon mattino per mettere a punto gli ultimi dettagli dell'intervento correttivo che poi sarà presentato agli enti locali nella Conferenza stato-città convocata per le 11 (all'ordine del giorno ci sono anche i pareri sullo schema di decreto del Mef relativo agli obiettivi del patto di stabilità 2010, 2011 e 2012 e sullo schema di decreto relativo al monitoraggio semestrale del patto 2010). Dopodiché i sindaci si troveranno davanti a palazzo Madama per protestare, con le fasce tricolori listate a lutto, contro la manovra che il presidente dell'Anci, Sergio Chiamparino, ha definito «con queste cifre insostenibile e iniqua».
La giornata di oggi sarà cruciale anche per le regioni, colpite dalla manovra con tagli per 4 miliardi nel 2011 e 4,5 nel 2012 e nel 2013. In soccorso dei governatori è arrivato un emendamento della Lega, a firma dei senatori Massimo Garavaglia e Gianvittore Vaccari, che punta a rendere immuni da tagli le regioni e le province autonome che soddisfino contemporaneamente due requisiti: «Aver conseguito gli obiettivi del patto di stabilità interno e del patto della salute in ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009» e un rapporto «tra la spesa per il personale e la spesa corrente extrasanitaria complessiva» che si attesti su valori non superiori a quelli medi nazionali.
Una soluzione che piace ai governatori del Nord (Formigoni, Cota e Zaia in testa), ma non a chi, come il presidente della regione Abruzzo, Gianni Chiodi, pur avendo fatto salti mortali per riequilibrare il deficit sanitario, non riuscirebbe lo stesso a evitare i tagli. «Devono essere premiati i comportamenti virtuosi e non gli enti virtuosi, il virtuosismo è un processo», ha dichiarato. «Ci sono regioni che si definiscono virtuose ma in questi anni hanno aumentato il proprio indebitamento. L'Abruzzo, invece, nel 2007 era la più indebitata, ma ha ridotto lo stock del debito del 12,5% in un anno e mezzo e abbassato il costo del debito del 16% in un anno e quindi non può non essere considerata virtuosa».
Le regioni dovranno fare i conti anche con il taglio dei Fondi Fas che la manovra riduce di 897 milioni per il 2011. Il dato è stato presentato dal sottosegretario all'economia, Luigi Casero.
FONTE: ITALIA OGGI

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