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civica

NOVITÀ NORMATIVE

IL RICORSO SU UN APPALTO VA COMUNICATO AL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO

Il recepimento della «direttiva ricorsi»: le nuove norme sul processo amministrativo (II parte). Il decreto legislativo 20 marzo 2010 n. 53 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 84 del 12 aprile 2010 (in vigore dal 27 aprile 2010) attuativo della legge delega modifica anche le norme processuali. Preliminarmente, la parte che intende proporre un ricorso giurisdizionale nelle materie relative alle controversie nelle procedure di affidamento di lavori, servizi e forniture, svolte da soggetti tenuti nella scelta del contraente o socio all'applicazione della normativa comunitaria o al rispetto dei procedimenti ad evidenza pubblica, deve informarne il responsabile del procedimento. L'informativa ai sensi dell'art. 243 bis del dlgs 163/2006 deve essere effettuata mediante comunicazione scritta o espressa oralmente nel corso di una seduta della commissione di gara e inserita nel verbale. Essa deve contenere i motivi di ricorso che si intendono articolare in giudizio, salva in ogni caso la facoltà di proporre motivi diversi o ulteriori.
L'invio dell'informativa non impedisce l'ulteriore corso del procedimento di gara né il decorso del termine dilatorio per la stipulazione del contratto (ora 35 giorni dall'aggiudicazione definitiva) né il decorso del termine per la proposizione del ricorso giurisdizionale (ridotto a 30 giorni).
La stazione appaltante, entro 15 giorni dal ricevimento dell'informativa, comunica le proprie determinazioni in ordine ai motivi espressi dall'interessato, stabilendo se intervenire o meno in autotutela. L'inerzia della stazione appaltante equivale a diniego di autotutela. L'omissione dell'informativa e l'inerzia della stazione appaltante costituiscono comportamenti valutabili ai fini della decisione sulle spese di giudizio nonché ai sensi dell'art. 1227 del codice civile. La parte che intende proporre ricorso dovrà farlo nel termine di 30 giorni.
Vengono infatti ridotti i termini per le impugnazioni, nonché per il deposito del ricorso notificato in cancelleria, per la costituzione delle altre parti, per la notifica di motivi aggiunti e di ricorsi incidentali. Viene chiarito che il giudizio avanti al giudice amministrativo si debba svolgere con la massima celerità e immediatezza, nel rispetto del contraddittorio e della prova, e che tutti i ricorsi relativi alla medesima procedura di affidamento siano concentrati nello stesso giudizio ovvero riuniti, se ciò non ostacoli le esigenze di celere definizione. Il ricorso notificato dovrà poi essere depositato entro i successivi dieci giorni, decorrenti dal completamento dell'ultima notificazione dell'atto da depositare, in cancelleria.
Il ricorrente potrà depositare l'atto anche prima del perfezionamento della notifica per il destinatario, qualora ne fornisca la prova. Se la notificazione è fatta a mezzo del servizio postale il ricorrente potrà provare la data del perfezionamento della notifica presso il destinatario producendo copia dell'attestazione di consegna del servizio di monitoraggio della corrispondenza nel sito Internet delle poste. Qualora il ricorso contenga anche la domanda cautelare, le parti a cui è notificato il ricorso possono presentare istanze e memorie entro 5 giorni dalla notificazione. La domanda cautelare è trattata alla prima udienza utile in Camera di consiglio, decorso il termine di cinque giorni, previsto per il deposito degli atti. Il Giudice, come stabilisce l'art. 245, comma duodecies, dlgs 163/2006 decide interinalmente sulla domanda cautelare, anche se ordina adempimenti istruttori, se concede termini a difesa, o se solleva o vengono proposte questioni processuali incidentali. Il termine per l'impugnazione del provvedimento cautelare è di 15 giorni dalla sua comunicazione o notificazione, se anteriore.
La notifica del ricorso con l'istanza cautelare impedisce alla stazione appaltante di stipulare il contratto sino alla pubblicazione del provvedimento cautelare definitivo, ovvero fino alla pubblicazione del dispositivo della sentenza di primo grado, in udienza o nei successivi sette giorni, se la causa può essere decisa nel merito nella camera di Consiglio fissata per la discussione sull'istanza cautelare. Il processo, ferma la possibilità della sua definizione immediata nell'udienza cautelare ove ne ricorrono i presupposti, viene definito a un'udienza fissata d'ufficio e da tenersi entro 60 giorni dalla scadenza del termine per la costituzione delle parti diverse dal ricorrente. Il dispositivo della sentenza che definisce il giudizio è pubblicato entro sette giorni dalla data dell'udienza.
FONTE: ITALIA OGGI

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