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NOVITÀ NORMATIVE

FONDO CONTRATTAZIONE A RISCHIO CON IL BLOCCO DEGLI STIPENDI

Il congelamento degli stipendi dei dipendenti pubblici non incide sulla legittimità dell'incremento delle risorse stabili del fondo per la contrattazione, con le risorse variabili, anche se condiziona profondamente le scelte degli enti locali. Il dl 78/2010 eleva a rango di norma di legge il principio secondo il quale gli enti locali debbono ridurre l'incidenza della spesa di personale sul totale delle spese correnti, anche applicando le misure previste per i fondi della contrattazione nelle amministrazioni statali e, cioè, apportando veri e propri tagli a tali fondi. Ovviamente, il primo taglio da apportare non può che coinvolgere le risorse variabili, che, in quanto tali, si prestano ad interventi di modifica, specie se necessitati da disposizioni normative.
La fotografia degli stipendi dei dipendenti pubblici a quanto percepito nel 2010 lascia aperto, tuttavia, l'interrogativo se sia comunque possibile addirittura continuare ad impinguare le risorse stabili del fondo, determinate in modo fisso e durevole da precise regole stabilite dal Ccnl 22/1/2004, o se, al contrario, si debba dire addio alla possibilità di incrementare i fondi. Per gli enti locali questa conseguenza così radicale dovrebbe considerarsi scongiurata, per effetto della novellazione apportata all'articolo 40, comma 3-quinquies, del dlgs 165/2001, dalla riforma-Brunetta. Infatti, tale disposizione stabilisce che «gli enti locali possono destinare risorse aggiuntive alla contrattazione integrativa nei limiti stabiliti dalla contrattazione nazionale e nei limiti dei parametri di virtuosità fissati per la spesa di personale dalle vigenti disposizioni, in ogni caso nel rispetto dei vincoli di bilancio e del patto di stabilità e di analoghi strumenti del contenimento della spesa».
Si tratta di una norma generale ed astratta, che continua a regime a dare agli enti facoltà di incrementare le risorse mantenendo, di conseguenza, l'applicabilità in particolare dei commi 2 e 5 dell'articolo 15 del Ccnl 1/4/1999.
Naturalmente, poiché la norma richiama espressamente anche i parametri di virtuosità fissati dalle «vigenti disposizioni», la riduzione tendenziale dell'incidenza della spesa di personale sulla spesa corrente diviene da subito un parametro che deve essere rispettato (essendo il dl 78/2010 norma vigente), almeno a partire dall'anno 2011 rispetto al 2010. Ma, anche sul 2010, laddove gli enti rilevino, come chiamati a questo scopo dalla manovra, un incremento rispetto 2009 dovrebbero porre in essere manovre correttive sugli incrementi delle risorse variabili della contrattazione, laddove non fossero sufficienti altri interventi. Il tutto, ovviamente, tenendo nel dovuto conto la circostanza che la manovra è intervenuta sostanzialmente a metà anno e che, dunque, non vi sono moltissimi margini operativi.
Da ricordare, ancora, che ai sensi del comma 3-quinquies dell'articolo 40 del dlgs 165/2001 la possibilità di incrementare le risorse stabili con ulteriori finanziamenti variabili è correlata «all'effettivo rispetto dei principi in materia di misurazione, valutazione e trasparenza della performance e in materia di merito e premi applicabili alle regioni e agli enti locali secondo quanto previsto dagli articoli 16 e 31 del decreto legislativo di attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni». La norma chiarisce come sia del tutto erronea la teoria secondo la quale gli enti locali dovrebbero attuare solo nel 2011 la riforma-Brunetta. Già nel 2010 debbono porre in essere gli adeguamenti normativi necessari, che costituiscono presupposto di legittimità degli incrementi contrattuali facoltativi e, dunque, dell'applicazione dell'articolo 15, commi 2 e 5, del Ccnl 1/4/1999.
C'è, tuttavia, da rilevare che, stante il congelamento al 2010 delle retribuzioni dei singoli dipendenti, comprendenti anche i premi per il risultato, pare determinante soltanto la garanzia che gli enti siano dotati di un effettivo sistema di programmazione di obiettivi, controllo del grado di raggiungimento e valutazione dell'apporto dei dipendenti. La costruzione delle fasce di valutazione, che gli enti locali possono porre in essere con ampia flessibilità rispetto alle prescrizioni contenute nell'articolo 19 del dlgs 150/2009, alla luce del dl 78/2010 non appare avere più alcuna utilità. Essa, infatti, avrebbe lo scopo di aumentare la remunerazione del risultato dei dipendenti più meritevoli. Ma, poiché dal 2011 non sarà possibile incrementare la retribuzione complessiva dei singoli dipendenti pubblici, la redistribuzione del fondo per la performance individuale attraverso le fasce non può essere effettuata, in quanto determinerebbe, per alcuni dipendenti, aumenti di stipendio non ammessi dalla manovra. A meno di sue modifiche.
FONTE: ITALIA OGGI

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