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NOVITÀ NORMATIVE

PER LA CASSZIONE GLI IMMOBILI ACCATASTATI IN A/6 E D/10 NON PAGANO L'ICI.

I fabbricati rurali non pagano l'Ici se risultano accatastati in A/6 o D/10, mentre solo in caso di immobili non iscritti in catasto si applicano i requisiti previsti dall'articolo 9 del Dl 557/93.
Lo ha ribadito la Sezione tributaria della Cassazione in 81 sentenze (dalla 14967 alla 15048) depositate il 22 giugno 2010, aderendo al principio espresso dalle Sezioni unite con la pronuncia 18565/09.
I giudici dì legittimità interpretano quindi restrittivamente l'articolo 23, comma 1-bis, della legge 14/09, che esclude dall'Ici «le unità immobiliari, anche iscritte o iscrivibili nel catasto fabbricati, perle quali ricorrono i requisiti di ruralità di cui all'articolo 9 del Dl 557/93». In realtà la norma - che ha peraltro valenza retroattiva - avrebbe dovuto dirimere i contrasti giurisprudenziali sorti nel 2008, quando la Cassazione aveva affermato che l'iscrizione nel catasto di una unità immobiliare, ancorché rurale, costituiva presupposto necessario e sufficiente per la qualifica di fabbricato ai fini Ici e quindi assoggettabile all'imposta (sentenze 15321/08 e 23596/08).
Ma circa un anno fa le Sezioni unite della Cassazione - con la pronuncia 18565/20 09 e altre de-positate nello stesso giorno -hanno affermato un principio che vincola la ruralità dei fabbricati alle risultanze catastali (A/6 o D/10) e preclude l'accertamento del giudice sulla ruralità dell'immobile a eccezione di due casi: specifica impugnazione della categoria catastale; fabbricati non iscritti in catasto. In sostanza il vertice della giustizia ordinaria attribuisce alle risultanze catastali un'efficacia vincolante e decisiva.
Si apre quindi un nuovo scenario, costituito da un "diritto vivente" che si è ormai assestato sulla posizione delle Sezioni unite e che ha visto negli ultimi mesi diversi interventi della Sezione tributaria in senso conforme, a partire dalle sentenze 7102/10 e 8845/10 per proseguire con la 11790/10 e successive (12175/10, 12176/10, 12177/10, 12178/10, 12182/10, 12565, 13563/10, 13568/10) sino alle recenti pronunce seriali depositate il 22 giugno scorso.
Il consolidato orientamento dei giudici dì Piazza Cavour mette ora fortemente in discussione il contrario indirizzo fornito dall'agenzia del Territorio con la nota 10933 del 26 febbraio 2010, secondo cui il classamento nelle categorie A/6 o D/10 costituisce una condizione sufficiente ma non necessaria per il riconoscimento della ruralità, che deve essere sempre effettuato secondo l'articolo 9 del Dl 557/93 a prescindere dalle risultanze catastali. Nella circostanza l'AgT ha supportato il proprio parere citando le prime pronunce della Sezione tributaria (24299 e 24300 del 2009), senza tuttavia considerare che la stessa Sezione si sarebbe successivamente adeguata alle decisioni delle Sezioni unite, vincolanti per le Sezioni semplici.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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