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NOVITÀ NORMATIVE

SUGLI STIPENDI PUBBLICI SI RIPROPONE LA MERITOCRAZIA

Il blocco degli stipendi pubblici diventa più flessibile, e rimette in pista la meritocrazia modello Brunetta. Con il maxi-emendamento del governo, il congelamento tout court delle buste paga individuali ai livelli «in godimento nel 2010» scompare per lasciare il posto a un doppio tetto.
Ancorato al 2010 rimane il «trattamento ordinariamente spettante» a ogni dipendente pubblico, al netto degli «eventi straordinari»; sui fondi per il trattamento accessorio, invece, il tetto è riferito alle risorse complessive, e non alla quota che tocca al singolo dipendente. Tradotto in pratica, per Palazzo Vidoni il tetto individuale dovrebbe funzionare solo per la base dello stipendio (tabellare e altre voci fisse), mentre le risorse per la produttività o il risultato andranno distribuite in base al merito dei singoli, con i meccanismi introdotti dalla riforma. Purché per i premi ogni amministrazione non spenda più di quest'anno.
L'incrocio delle due previsioni, in realtà, è complicato, anche perché l'intervento in corsa non ha appianato tutte le difficoltà del testo. Per completare il quadro dell'applicazione, restano da chiarire gli effetti del mancato rinnovo contrattuale, che avrebbe dovuto accompagnare alcuni dei nuovi meccanismi meritocratici. Rispetto alle versioni iniziali della manovra, che rimandavano sine die fasce di merito e distinzioni salariali, il cambio di rotta sembra drastico. La nuova formulazione, comunque, cancella anche una serie di difficoltà applicative per la nuova austerità salariale: chi nel 2010 si è visto alleggerire lo stipendio per congedi, malattie o maternità lunghe non dovrà subirne gli effetti anche nei prossimi tre anni, come sembrava inevitabile con la vecchia formulazione della norma.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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