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NOVITÀ NORMATIVE

NOVITA' SUI SERVIZI PUBBLICI LOCALI.

Tra enti locali e gestori del servizio dovranno esserci confini estremamente rigidi. E molto articolata la griglia delle incompatibilità fissata dal regolamento sui servizi pubblici locali (acqua, trasporti, gestione rifiuti) approvato giovedì in via definitiva dal Consiglio dei Ministri.
È l'articolo 8 a disciplinare la distinzione tra funzioni di regolazione e funzioni di gestione. Gli amministratori, i dirigenti e i responsabili degli uffici o dei servizi dell'ente locale, oltre ovviamente agli altri organismi che espletano funzioni di stazione appaltante, non potranno svolgere incarichi relativi alla gestione dei servizi. Divieto che si applica anche nel caso in cui le funzioni amministrative siano state svolte nei tre anni precedenti il conferimento dell'incarico. Le barriere si estendono anche nei confronti del coniuge, dei parenti entro il quarto grado e di chi è stato consulente dell'ente interessato.
Passando invece alla carica di amministratore, il regolamento messo a punto dal ministro degli Affari regionali con delega ai servizi pubblici locali, Raffaele Fitto, impedisce che salgano alla guida di società partecipate da enti locali coloro che nei tre anni precedenti alla nomina hanno ricoperto incarichi di amministrazione negli enti locali. Viene disciplinata inoltre la formazione delle commissioni di gara. Anche in questo caso vale lo stop agli amministratori locali (per incarichi ricoperti nel precedente biennio).
Su indicazione della Conferenza unificata, tra il primo e il secondo esame del Consiglio dei ministri il testo è stato modificato per precisare che «le incompatibilità e i divieti si applicano alle nomine e agli incarichi da conferire» successivamente all'entrata in vigore del regolamento.
Per il resto, il governo ha lasciato cadere le osservazioni delle commissioni parlamentari competenti che sollecitavano una riduzione dei divieti. La stessa preoccupazione è stata sollevata ieri dall'Anci, l'associazione dei comuni. Il delegato ai servizi pubblici locali, Giorgio Galvagno, sottolinea il rischio di procedure più pesanti a carico dell'ente
locale ma soprattutto la rigidità della «separazione fra ruolo regolatorio e gestore dell'ente stesso, solo ed esclusivamente ponendo limiti alquanto stringenti sulle incompatibilità». I Comuni hanno in compenso incassato margini più ampi sulle deroghe per la gestione in house. Il governo ha infatti liberato dall'ob-bligo del parere Antitrust la fascia di comuni che conta più di 50mila abitanti e mette a gara un affidamento inferiore ai 200mila euro annui.
Già si leva intanto la richiesta delle imprese di altri settori in cerca di nuova concorrenza. «Bene l'impostazione data dal governo alla riforma dei servizi pubblici locali -commenta Confindustria servizi innovativi e tecnologici -. Riteniamo particolarmente importante l'introduzione obbligatoria del parere dell'Antitrust, ora però si passi a regolamentare l'azione pubblica nel settore dei servizi innovativi e di mercato».
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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