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NOVITÀ NORMATIVE

A DISPOSIZIONE DEGLI ENTI LOCALI CIRCA 12 MILA BENI DEMANIALI

Una spinta decisiva verso l'attuazione del federalismo demaniale. L'Agenzia del demanio ha pubblicato ieri sul proprio sito web un primo elenco contenente il patrimonio dello Stato potenzialmente trasferibile agli enti locali. Si tratta di circa 12 mila i beni, prima tranche di un'operazione che presenta un controvalore stimato di circa 3,6 miliardi di euro (600-700 milioni in più, dunque, rispetto al valore di 2,9 miliardi inizialmente calcolato).
La lista è ampia e molto variegata: si va dalle Dolomiti (monte Cristallo e massiccio delle Tofane, tra gli altri, nel comune di Cortina d'Ampezzo) ai resti dell'ex cinta daziaria di Napoli, dal conservatorio di Milano all'ex trasmettitore della Rai di Ancona, passando per alvei di fiumi, ex depositi di munizioni, conventi, case del fascio, appartamenti, pertinenze ed eredità varie.
La pubblicazione dell'elenco da parte del Demanio rientra nell'ambito delle attività propedeutiche all'attuazione del federalismo demaniale, mediante il quale comuni, province, città metropolitane e regioni potranno fare richiesta di assegnazione di tali beni, presentando un progetto di valorizzazione e di recupero degli stessi, potendo prevedere anche la vendita dei cespiti.
Tuttavia l'elenco, che sarà aggiornato ogni 15 giorni, al momento non ricomprende l'intero patrimonio dello Stato che sarà messo a disposizione delle amministrazioni territoriali e/o «in vendita». Come spiega la stessa Agenzia, infatti, sono stati esclusi i beni in uso alle p.a., quelli appartenenti al demanio storico-artistico, nonché di quelli situati nelle regioni a statuto speciale e nel comune di Roma, ai sensi della legge n. 42/2009.
Con riferimento alla valorizzazione di questi beni, si renderà necessario il coinvolgimento dei ministeri competenti: Beni culturali per i beni di interesse artistico, Ambiente per i parchi, Infrastrutture e Difesa per i porti di interesse nazionale.
Restano ad oggi esclusi dalla lista, dunque, anche tutti i beni siti nel territorio di Roma di cui si era parlato nelle scorse settimane (tra cui il museo di Villa Giulia, l'archivio generale della Corte dei conti alla Buffalotta, il mercato di Porta Portese, nonché l'Idroscalo di Ostia).
Per la predisposizione dell'elenco definitivo, e quindi l'avvio della possibilità di presentare istanza di assegnazione da parte degli enti locali, bisognerà attendere i dpcm attuativi, che renderanno operativo il meccanismo.
Va ricordato che, come previsto dal dlgs n. 85/2010, a seguito dell'assegnazione gratuita, l'ente territoriale deve disporre del bene «nell'interesse della collettività rappresentata», favorendone la massima valorizzazione. In ogni caso, in attesa che l'elenco divenga definitivo, comuni, province e regioni potranno già iniziare le proprie valutazioni in merito ai beni di proprio interesse.
«Finalmente gli enti locali potranno visionare il patrimonio immobiliare che poi sarà di loro competenza», commenta Paolo Franco, senatore della Lega Nord, «in virtù del principio di trasparenza che attiene al corretto svolgimento dell'attività amministrativa. Era di fondamentale importanza per gli enti conoscere la lista dei beni demaniali, in modo da iniziare un lavoro di conoscenza approfondita del proprio territorio».
Sul sito internet dell'Agenzia del demanio è possibile effettuare la ricerca del patrimonio disponibile per singolo comune, con riguardo a cinque differenti categorie di beni statali: beni oggetto di intese con enti territoriali, università, luoghi di culto, beni oggetti di accordi internazionali e altro.
FONTE: ITALIA OGGI

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