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NOVITÀ NORMATIVE

LA MANOVRA ESTIVA NON ASPETTA IL NUOVO ANNO PER TAGLIARE.

Pronti, via. Per vedere i primi effetti della cura sui conti pubblici non bisognerà aspettare il prossimo anno. La manovra economica - appena convertita dal parlamento con la legge 122/2010 - si riferisce al 2011/2013 ma è per una buona parte subito operativa. Le esigenze di risanamento e di rilancio hanno trovato la traduzione normativa in misure ad efficacia immediata. Alcune erano in vigore già dal 31 maggio con il testo originario del decreto legge, altre invece sono state introdotte dalla conversione. Una caratteristica che riguarda non solo le disposizioni fiscali ma anche, ad esempio, quelle sugli immobili e il pubblico impiego.
Austerità in busta paga
I primi protagonisti nell'attuazione della manovra saranno i dipendenti pubblici. Per loro si blocca subito il meccanismo dei rinnovi contrattuali (appuntamento rinviato al 2013), vengono ridotti gli stipendi che superano i 90mila euro e quelli negli uffici di diretta collaborazione dei ministeri. Azzeramento immediato anche per una serie di gettoni e indennità, come quelle dei funzionari che hanno ruoli di controllo autorizzati dalla presidenza del consiglio in enti diversi dall'amministrazione di appartenenza. Ci sono ancora tre mesi, invece, per vedersi accettata la domanda di pensionamento senza incappare nella liquidazione a rate che colpisce le buonuscite superiori a 90mila euro.
Lo sguardo al passato
Ci sono misure che gioco-forza non produrranno solo effetti da ora o per il futuro. Oltre all'ampliamento della base imponibile Ires per le imprese assicuratrici del ramo vita che riguarda già quest'anno d'imposta, il nuovo redditometro (che verrà delineato completamente dopo i passaggi attuativi) utilizzerà come parametro i redditi dichiarati con Unico 2010 e quindi relativi allo scorso anno. Debutterà così il sistema di accertamento che avrà come cartina di tornasole le spese sostenute. E, sempre in tema di contrasto all'evasione, c'è una strettissima connessione temporale con gli anni passati nella vigilanza a cui agenzia delle Entrate e guardia di Finanza saranno chiamate sulle imprese che presentano dichiarazioni in perdita fiscale per più di un periodo di imposta. La formulazione originaria nella manovra escludeva i casi di perdita determinata da compensi erogati ad amministratori e soci. La conversione esclude anche le situazioni in cui sia intervenuto un aumento di capitale di pari importo.
Mentre, tra le novità della conversione, c'è la possibilità di chiedere subito la rateizzazione delle somme dovute al Fisco dopo l'adesione all'accertamento con un'ipoteca pari al doppio del debito con l'erario.
I ripensamenti
Impatto immediato anche per i dietrofront, con cui il passaggio parlamentare ha cancellato o corretto le norme (entrate in vigore il 31 maggio) contenute nel testo originario del Dl 78. Come per le sospensive. Si torna al passato con una durata dei provvedimenti emessi dalle commissioni tributarie non più circoscritte a 150 giorni ma che dureranno fino al deposito della sentenza di primo grado. Anche nel "pacchetto previdenza" che contiene il carico più rilevante di novità (anche se l'applicazione partirà dal 2011 in poi), c'è stato un passo indietro. Torna al 74% la soglia di riduzione della capacità lavorativa per il riconoscimento dell'assegno di invalidità. L'innalzamento del l'asticella all'85% è durato così appena due mesi. E stessa sorte è toccato all'obbligo di ritiro dei certificati verdi invenduti da parte del Gse (Gestore servizi energetici). Anche se il ripristino del meccanismo contiene una "proiezione" sui prossimi anni: un decreto del ministero dello Sviluppo economico dovrà assicurare che dal 2011 l'importo complessivo derivante dal ritiro sia inferiore del 30 per cento rispetto a quello del 2010, agendo sulla leva del contenimento dei certificati in eccesso.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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