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NOVITÀ NORMATIVE

SERVICE TAX E RIMBORSI ICI

Tributo unico comunale in dirittura d'arrivo. Il decreto legislativo sull'autonomia impositiva dei comuni andrà domani in consiglio dei ministri. Come promesso da Giulio Tremonti e Roberto Calderoli che hanno fatto del nuovo tributo (Imu o service tax che dir si voglia), sostitutivo di almeno 17 forme di imposizione fiscale che a vario titolo gravano sugli immobili e, secondo alcune stime, in grado di generare 25 miliardi di gettito l'anno per i comuni, la contropartita politica per compensare i sindaci dai tagli della manovra.

Ma sono ancora molti i nodi da sciogliere su cui in queste ore stanno lavorando i tecnici dei ministeri dell'economia e della semplificazione. Il rischio che il nuovo prelievo possa alla fine rivelarsi una scatola vuota per i comuni e tradursi in un aumento di tasse per i cittadini è infatti alto. A lanciare l'allarme Francesco Boccia (Pd), componente della commissione bicamerale per il federalismo fiscale. «È evidente che il decreto sull'autonomia impositiva dei comuni così come lo vuole Tremonti, trasformerebbe i sindaci in esattori», dice a ItaliaOggi. «Noi vogliamo evitarlo. Il Pd non deve dimostrare quanto tenga all'autonomia fiscale dei comuni, piuttosto è Bossi che deve dimostrarlo e rendersi conto che così com'è il federalismo rischia di fare la fine della devolution».

Tra gli aspetti più problematici c'è la sorte dei 3,4 miliardi di euro che lo stato oggi rimborsa ai comuni come ristoro per l'abolizione dell'Ici prima casa. Il governo continuerà ogni anno a staccare l'assegno in favore dei sindaci o la nuova imposta municipale alla fine assorbirà anche questa fetta di trasferimenti? Il che significherebbe sancire una reintroduzione dell'Ici prima casa, seppur in modo surrettizio? Nella relazione tecnica sul federalismo presentata dal governo al parlamento il 30 giugno scorso non c'è scritto nulla. E nonostante le rassicurazioni di Calderoli, che in Bicamerale si è detto pronto a mettere per iscritto che i trasferimenti per l'Ici prima casa continueranno a essere garantiti dallo stato, le opposizioni vogliono vederci chiaro. E per questo hanno presentato una controrelazione (a firma del deputato Pd, Rolando Nannicini) che smonta punto per punto la service tax tremontiana.
Oltre al nodo Ici, c'è da far chiarezza su come si attuerà la prima fase del passaggio dai trasferimenti all'autonomia impositiva. Quando, come previsto dal governo, ai comuni verrà attribuito il gettito dei tributi statali legati alla casa (imposte di registro, ipotecarie, catastali e quota Irpef sugli immobili). In pratica verrà introdotto un vincolo di destinazione sulle somme incamerate che andrebbero ad alimentare un fondo statale che a sua volta alimenterebbe i trasferimenti a favore dei singoli comuni determinati secondo il criterio della spesa storica. Tale soluzione avrebbe però più di un limite. I comuni non avrebbero infatti molti margini di manovra e la consistenza del fondo dipenderebbe da entrate «fortemente cicliche» come quelle legate alle transazioni immobiliari. E ancora, secondo il Pd, il gettito delle imposte devolute al fondo sarebbe distribuito in modo asimmetrico per aree geografiche «con forti divari non solo tra nord e sud, ma anche fra grandi e piccole città, fra centri urbani e periferie, fra aree urbani e rurali». Ma anche la seconda fase dell'autonomia impositiva, quella in cui vedrà alla luce il nuovo tributo immobiliare vero e proprio, preoccupa non poco.

Le opposizioni giudicano troppo eterogeno e sperequato il mix di tributi che dovrebbero confluire nell'Imu e bocciano la decisione del governo di subordinare il passaggio dalla prima alla seconda fase «ad una verifica di consenso popolare su iniziativa dei singoli comuni». Come si fa, sostiene il Pd, a prevedere un sistema del genere nell'Italia degli 8 mila campanili? Il passaggio all'Imu, dunque, non può essere facoltativo, ma deve diventare obbligatorio perché, si legge nella relazione Nannicini, «un'imposta municipale unica attivata da alcuni enti ma non da altri potrebbe porre al sistema impositivo e perequativo comunale seri problemi di funzionalità».
FONTE: ITALIA OGGI

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