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NOVITÀ NORMATIVE

AVVISO DI ACCERTAMENTO ESECUTIVO DOPO 60 GIORNI DALLA NOTIFICA

La riscossione è anticipata nell'accertamento. Con la conversione del Dl 78/2010, legge 122/2010, diventa definitiva la previsione dell'articolo 29: dagli atti notificati dal 1° luglio 2011 le azioni esecutive dell'agente della riscossione si attiveranno senza più provvedere alla notifica della cartella di pagamento. La novità sarà operativa per le rettifiche effettuate ai finì dell'Iva e delle imposte sui redditi relative alle annualità 2007 e seguenti.
Dal 1° luglio 2011 gli atti accertativi conterranno l'intimazione a pagare le somme dovute entro il termine per la proposizione del ricorso. Gli stessi, inoltre, diventeranno esecutivi decorsi 60 giorni dalla notifica, e non già immediatamente con essa, come previsto nella versione iniziale del decreto legge.
Gli avvisi saranno trasmessi all'agente della riscossione secondo modalità che saranno stabilite in un decreto direttoriale. Una volta decorsi altri 30 giorni dalla scadenza di legge, l'agente della riscossione che ha preso in carico l'atto procederà senz'altro alla riscossione coattiva, adottando la procedura del Dpr 602/1973. Questo comporterà, ad esempio, l'iscrizione di ipoteca sugli immobili del contribuente, il fermo amministrativo dei veicoli, il pignoramento dei beni e dei crediti e così vìa. Il tutto, senza più notificare la cartella dì pagamento. Ne consegue che il contribuente, passati 90 giorni dalla ricezione dell'avviso di accertamento (60 per la proposizione del ricorso più ulteriori 30 giorni), non riceverà alcuna altra comunicazione e sarà immediatamente soggetto alle attività esecutive di Equitalia.
E stabilito, inoltre, che le operazioni di espropriazione forzata (ad esempio, pignoramento e vendita all'incanto dei beni) dovranno essere attivate, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l'accertamento è divenuto definitivo.
Cambia, dì conseguenza, quanto previsto dall'articolo 25, lettera e) del Dpr 602/1973, in base al quale la cartella di pagamento deve essere notificata entro il termine perentorio del 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l'accertamento è divenuto definitivo. Non essendoci più la cartella, il termine decadenziale è stato riferito alle azioni esecutive.
La norma ha replicato la disposizione dell'articolo 15 bis del Dpr 602/73: quando l'ufficio ha fondato timore di perdere il proprio credito, anche in presenza di ricorso del contribuente, può iscrivere in ruoli straordinari l'intero importo accertato, comprensivo dì sanzioni e interessi. L'articolo 29 della manovra, in modo analogo, dispone che, in presenza di rischi nella riscossione delle somme dovute, decorsi 60 giorni dalla notifica dell'atto di accertamento, questo può essere affidato all'agente della riscossione che a sua volta potrà attivare le operazioni di recupero anche prima della scadenza di legge.
Ciò potrà comportare un altro accorciamento dei tempi di riscossione. E sufficiente segnalare che, mentre la scadenza naturale per il pagamento dei futuri avvisi potrebbe beneficiare della sospensione feriale dei termini per ricorrere, in caso di contribuente a rischio l'incasso coattivo potrà essere attivato già dopo 60 giorni dalla ricezione dell'atto.
Infine, la norma prende in esame anche l'ipotesi in cui l'ufficio delle Entrate notifichi, dopo il primo avviso, un provvedimento di rideterminazione delle somme, in via di autotutela: il versamento di quanto riliquidato deve avvenire entro 60 giorni dalla ricezione del nuovo atto.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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