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NOVITÀ NORMATIVE

SUL RECUPERO DEL GETTITO EVASIONE AI COMUNI IL 33%

Più incentivi ai Comuni per collaborare con le agenzie fiscali nell'accertamento dell'evasione. L'articolo 18 della manovra, infatti, riconosce una quota di partecipazione più elevata rispetto a quella fissata dall'articolo 1 Dl 203/2005 - si passa dal 30 al 33% dei maggiori tributi riscossi a titolo definitivo, compresi sanzioni e interessi - ed estende il compenso per la collaborazione anche all'accertamento dei contributi. In quest'ultimo caso, la norma dà diritto ai Comuni di incassare la stessa percentuale sulle sanzioni irrogate dagli enti previdenziali e riscosse a titolo definitivo.
Con decreto del ministero dell'Economia, di concerto con il Lavoro e d'intesa con la Conferenza unificata, devono essere individuati i tributi e le sanzioni civili su cui va calcolato il 33 per cento.
Alle amministrazioni locali è richiesto di segnalare all'agenzia delle Entrate, alla Guardia di Finanza e all'Inps gli elementi utili per integrare i dati contenuti nelle dichiarazioni dei contribuenti.
Gli enti con popolazione superiore a 5mila abitanti devono istituire, a meno che non lo abbiamo già fatto, un Consiglio tributario (entro 90 giorni dall'entrata in vigore del decreto). I Comuni con una popolazione inferiore devono riunirsi in consorzio per l'istituzione del Consiglio tributario ed entro 180 giorni dovranno stipulare una convenzione. In occasione della prima seduta, poi, i Consigli tributari saranno tenuti a deliberare le forme di collaborazione con l'agenzia del Territorio per l'aggiornamento del Catasto.
Per rendere più incisiva la lotta all'evasione è previsto che l'agenzia delle Entrate metta a disposizione dei Comuni le dichiarazioni dei contribuenti residenti sul loro territorio.
Inoltre, gli uffici locali del Fisco, prima dell'emissione degli avvisi di accertamento basati sul redditometro, devono inviare una segnalazione ai Comuni di domicilio fiscale dei soggetti passivi. In seguito a questa segnalazione il Comune (o il consorzio) è tenuto comunicare, entro 60 giorni, «ogni elemento in suo possesso utile alla determinazione del reddito complessivo».
Viene ribadito che per le attività di supporto all'esercizio di questa attività di collaborazione con lo Stato, gli enti possono avvalersi di società e enti partecipati o degli affidatari delle entrate comunali, ai quali va garantito l'accesso alle banche dati. Nel caso in cui all'attività di informazione partecipino più comuni la quota del 33% va divisa in parti uguali.
Le segnalazioni qualificate devono essere inviate attraverso il sistema Siatel, che garantisce la sicurezza nella trasmissione dei dati, in quanto è già utilizzato per lo scambio di informazioni tra Comuni e Anagrafe tributaria.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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