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NOVITÀ NORMATIVE

SENZA APPALTI COMUNI PRIVI DI RISCOSSIONE

Dal 1° gennaio 2011, i comuni rischiano di trovarsi senza strumenti di riscossione coattiva, in mancanza della gara per l'affidamento dell'accertamento e riscossione delle entrate prevista dal l'articolo 3, comma 25-bis, della legge 248/2005. L'articolo 1, commi 6-quater e 6-quinquies, del Dl 40/2010 ha infatti abolito l'obbligo per gli agenti della riscossione di accettare i ruoli coattivi degli enti locali anche in assenza di convenzione, prevedendo che, dal 2011, Equitalia e le sue partecipate potranno riscuotere le entrate degli enti locali solo a seguito di gara, sia per la riscossione spontanea, sia per quella coattiva. Per la sola riscossione ordinaria i comuni potranno regolamentare la riscossione diretta sul proprio conto di tesoreria (che esclude la necessità di effettuare una gara d'appalto).
Per tutto il 2010 Equitalia sarà infatti tenuta ad accettare i ruoli coattivi degli enti locali che provvedono direttamente alla riscossione ordinaria, in forza del principio di sussidiarietà di cui all'articolo 3 del Dlgs 112/1999 (salva l'applicabilità della maggiorazione del 25% dell'aggio), ma dal 2011 tale attività potrà essere delegata a terzi soltanto a fronte di un affidamento con procedura pubblica.
Ne consegue che, in assenza della gara, i comuni non potranno esternalizzare la riscossione coattiva e saranno costretti a procedere in proprio a una attività che - se fino all'emissione dell'ingiunzione di cui al Rd 639/1910 potrebbe anche essere effettuata dal comune - risulterebbe invece improponibile per la parte di esecuzione forzata in caso di mancato pagamento, in quanto la maggior parte dei comuni non ha gli strumenti e le competenze per svolgere un'attività sinora svolta in forma monopolistica da Equitalia.
Sotto questo profilo, se l'apertura a un sistema di mercato rappresenta un elemento di vantaggio per i comuni, risulta tuttavia evidente che l'impossibilità di rivolgersi a Equitalia in assenza di una procedura a evidenza pubblica, anche per il solo svolgimento dell'attività di recupero coattivo, rischia di rappresentare un grosso handicap per i comuni. Lo svolgimento della gara per esternalizzare la riscossione coattiva è reso ancora più problematico dal fatto che Equitalia e gli altri soggetti iscritti all'albo di cui all'articolo 53 del Dlgs 446/1997 non sono stati equiparati nello svolgimento dell'attività di riscossione delle entrate locali, in particolare per quanto riguarda gli strumenti utilizzabili.
Ancora oggi rimangono infatti inattuati molti tasselli della normativa che dovrebbe attribuire a comuni e concessionari locali gli stessi strumenti operativi di Equitalia, sia per quanto riguarda gli strumenti di esecuzione adottabili dopo la notifica dell'ingiunzione di cui al Rd 639/1910, ai sensi dell'articolo 36 del Dl 248/2007, sia per l'accesso degli enti locali ai dati dell'anagrafe tributaria necessari per individuare i beni del debitore, come previsto dall'articolo 87, comma 28-sexies del Dl 112/2008.
A oltre due anni dalla loro approvazione, tali norme non sono state attuate e, in particolare non è mai stato chiarito quali tra gli strumenti previsti nel titolo II del Dpr 602/1973 (fermo amministrativo; pignoramento presso terzi mediante ordine diretto di pagamento; esenzione dal versamento di tributi e diritti per le trascrizioni, iscrizioni e cancellazioni di pignoramenti e ipoteche; imposta fissa di registro sui trasferimenti coattivi di beni mobili) possano essere utilizzati dagli enti locali o dai concessionari locali e con quali modalità operative.
Tale mancata parificazione rende impossibile affidare con gara la riscossione coattiva, in quanto la convenienza del ruolo coattivo è talmente evidente, da non permettere che altri soggetti possano competere con Equitalia, a causa del divieto espresso di porre i maggiori costi derivanti dall'attività esecutiva a carico del contribuente.
In assenza di una effettiva parificazione degli strumenti di riscossione forzata, comuni e concessionari locali si troveranno impossibilitati a competere con Equitalia nello svolgimento della riscossione forzata, con la conseguenza di far fallire il tentativo di introdurre un sistema di mercato in materia di riscossione delle entrate locali, ma anche di lasciare i comuni privi di effettivi strumenti di riscossione, ove - in assenza di una gara - non risultasse più possibile chiedere direttamente a Equitalia di riscuotere un ruolo coattivo a fronte del mancato pagamento dei tributi o delle altre entrate locali.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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