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SENTENZA DELLA CASSAZIONE SUI FANNULLONI

Ha diritto all'attenuante del valore lieve il dipendente pubblico condannato per truffa per aver timbrato e poi essere uscito solo per qualche ora. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 32290 del 24 agosto 2010, ha accolto (solo sul fronte attenuante) il secondo motivo del ricorso di un dipendente comunale condannato per truffa perché usciva, dopo aver timbrato, durante l'orario di lavoro. I giudici di piazza Cavour, confermando la condanna per truffa, hanno riconosciuto all'uomo il diritto a uno sconto di pena, date le assenze limitate a poche ore e accertate solo in tre occasioni. In particolare secondo la Cassazione «la falsa attestazione del pubblico dipendente circa la presenza in ufficio riportata sui cartellini marcatempo o nei fogli di presenza, è condotta fraudolenta, idonea oggettivamente a indurre in errore l'amministrazione di appartenenza circa la presenza sul luogo di lavoro, ed è dunque suscettibile di integrare il reato di truffa aggravata, ove il pubblico dipendente si allontani senza far risultare, mediante timbratura del cartellino o della scheda magnetica, i periodi di assenza, sempre che siano da considerare, come nel caso concreto, economicamente apprezzabili». Va tuttavia riconosciuta l'«attenuante del valore lieve» al dipendente qualora le assenze siano limitate a poche ore. La linea dura della Cassazione sui cosiddetti fannulloni si è fatta sentire spesso in questi ultimi due anni. Infatti la sentenza depositata ieri suona un po' come una voce fuori dal coro nel senso che diminuisce la pena da scontare perché in caso di assenza illegittima del lavoratore soltanto sporadica. In altre occasioni, invece, gli Ermellini si sono limitati a confermare la condanna per truffa della Corte d'appello nella misura stabilita dai giudici di merito. Soltanto l'anno scorso è stata depositata una sentenza dalla seconda sezione penale del Palazzaccio con la quale è stato usato il pugno di ferro contro gli assenteisti. Infatti in quell'occasione (sentenza n. 41471) i giudici affermarono che «rischia il carcere per truffa aggravata consumata e una multa il dipendente pubblico che si fa timbrare il cartellino da un collega per andarsene allo stadio. Ciò perché la sua assenza dal lavoro costituisce un ingiusto danno patrimoniale per l'ente pubblico (in questo caso un comune) di cui è dipendente».
FONTE: ITALIA OGGI

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