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NOVITÀ NORMATIVE

COSTITUZIONE IN GIUDIZIO CON OBBLIGO DI MOTIVAZIONE

La costituzione in giudizio dell'Ufficio deve avvenire con memoria motivata e non può limitarsi al deposito di un foglio intestato «costituzione in giudizio» che non contiene alcune controdeduzione, ma solo la «riserva... di presentare controdeduzioni, documenti e memorie». Le parti contendenti devono rappresentare «ab origine» l'esposizione sia dei fatti sia degli elementi di diritto che costituiscono la ragione della domanda o della difesa. È quanto ha affermato la Ctp di Reggio Emilia, I sezione, con la sentenza n. 64/01/10, depositata il 26 aprile scorso. Il procedimento verteva su un avviso di accertamento emesso dall'Agenzia del territorio reggiana, riguardante una variazione di classamento di immobile. Il contribuente impugnava l'atto, affermando la mancanza di qualsiasi motivazione diretta a spiegare la ragione della rideterminazione del numero dei vani con riferimento a un immobile che nel tempo non aveva subito alcuna alterazione strutturale. L'Ufficio depositava quindi un foglio «autoqualificato ''costituzione in giudizio''», si legge nella sentenza, «e asseritamente contenente inesistenti controdeduzioni», ma solo una «generica e indeterminata riserva di presentare controdeduzioni, documenti e memorie». Secondo i giudici reggiani, l'Agenzia doveva invece indicare fin dall'inizio i fatti e gli elementi giuridici a supporto della propria teoria difensiva, prendendo posizione sui fatti esposti dall'attore a fondamento della domanda. Dopo oltre un mese e mezzo l'Ufficio aveva depositato la memoria aggiuntiva, recante argomentazioni e considerazioni a sostegno delle conclusioni di rigetto del gravame. Solo in quel momento, spiega la Ctp, poteva «effettivamente ritenersi formalizzata la costituzione in giudizio dell'Agenzia». Per quanto riguarda il merito della vicenda, i magistrati tributari ricordano in primis che, secondo gli orientamenti della Cassazione, l'obbligo di motivazione dell'avviso di classamento «debba ritenersi adempiuto con la semplice indicazione della consistenza, della categoria e della classe acclarati dall'ufficio impositore». Tuttavia, in questo caso, secondo i giudici di Reggio Emilia l'Ufficio non ha formulato, neppure attraverso la memoria aggiuntiva, «alcuna congrua e comprensibile spiegazione» a supporto della rideterminazione catastale.
FONTE: ITALIA OGGI

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