PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

CONTRATTI LOCALI LIMITATI ALLA RIPARTIZIONE DEL FONDO PER LE RISORSE DECENTRATE

La contrattazione collettiva decentrata integrativa può nel prossimo triennio, a seguito delle prescrizioni dettate dalla manovra (legge 122/2010) svolgersi esclusivamente per la ripartizione annuale del fondo per le risorse decentrate. E, in tale ambito, deve scontare i vincoli dettati per la riduzione del suo importo, nonché per la imposizione di un tetto al trattamento economico individuale. Sono, come ben si vede, molti e di grande rilievo gli effetti determinati dalla finanziaria d'estate sulla contrattazione a livello locale. Effetti a cui si aggiunge il blocco del rinnovo del contratto nazionale per il triennio 2010/2012, cioè per il primo destinato a coprire, sia per gli aspetti normativi che per quelli economici, un arco triennale, al posto dei vecchi contratti di durata quadriennale per gli aspetti normativi e biennale per quelli economici. Se vogliamo sintetizzare queste novità l'espressione migliore è «drastica cura dimagrante» imposta alla contrattazione, senza dimenticare che già il dlgs n. 150/2009 si caratterizza per scelte che vanno nella stessa direzione. La manovra (articolo 9, comma 17) blocca per il triennio 2010/2012 e «senza possibilità di recupero... le procedure contrattuali e negoziali»; viene fatta salva unicamente la indennità di vacanza contrattuale. Quando il legislatore si riferisce alle «procedure contrattuali e negoziali» dobbiamo intendere tale disposizione come la formula usata per comprendere nel blocco sia il personale pubblico cd contrattualizzato che quello cd non contrattualizzato, per il quale non vengono stipulati contratti, ma solo intese che sono poi recepite con provvedimenti quali i dpr. La formula, come si vede, è assai ampia e non è limitata alla sola contrattazione collettiva nazionale: di conseguenza essa comprende anche i contratti collettivi decentrati integrativi. Ricordiamo che, sulla base delle regole dettate dal dlgs n. 165/2001, la contrattazione nel pubblico impiego avviene su due livelli, nazionale e decentrato, che l'arco di validità delle intese è lo stesso e che vi è una supremazia gerarchica del livello nazionale su quello decentrato, supremazia che si manifesta soprattutto nella scelta delle materie. Ricordiamo anche che le regole in vigore negli enti locali ci dicono che la contrattazione decentrata si svolge in un unico arco temporale ed ha carattere unitario. Per cui nel triennio 2010/2012 non si potrà dare luogo nelle singole amministrazioni alla stipula del contratto decentrato valevole per tale arco temporale: di qui la conseguenza che continuerà ad applicarsi, per quanto possibile, l'ultimo contratto stipulato. Da sottolineare che questa disposizione impatta in misura assai rilevante con la necessità di adattare i contratti decentrati alle novità determinate dalla entrata in vigore del dlgs n. 150/2009, cioè la cd legge Brunetta: essa dà tempo alle amministrazioni dello stato fino al prossimo 31 dicembre ed agli enti locali, di fatto, fino alla fine del 2012 per modificare i contratti decentrati in modo da adattarli alle novità da essa introdotte. Arriviamo così alla seconda rilevante novità: la riduzione del fondo per le risorse decentrate. Siamo in presenza di una novità pressoché assoluta negli enti locali; infatti fino alla entrata in vigore del dl n. 78/2010 questa possibilità era prevista in termini generali per le amministrazioni dello stato ed era estensibile per la parte variabile del fondo anche agli enti locali. Uno specifico vincolo alla riduzione era previsto solamente nel caso di esternalizzazione di attività con conseguente trasferimento di una parte del personale. Adesso invece la riduzione viene prevista in ben due forme. In primo luogo il legislatore all'articolo 9, comma 2-bis, stabilisce che in caso di riduzione del numero dei dipendenti (il che a partire dal 2011 si realizzerà progressivamente in tutti gli enti a seguito dei drastici vincoli imposti alle assunzioni) la consistenza del fondo deve essere ridotta in modo automatico e proporzionale. Siamo in presenza di un taglio che deve essere effettuato, innanzitutto, sulla parte stabile. E inoltre viene stabilito dall'articolo 14, comma 7, che questo strumento può essere discrezionalmente utilizzato al fine di pervenire al rispetto dei vincoli dettati alla spesa per il personale.
Nella ripartizione del fondo la contrattazione collettiva deve tenere conto degli effetti che le nuove disposizioni di legge producono sulle progressioni economiche. La cd legge Brunetta ha già previsto che esse debbano svolgersi con una procedura selettiva ed interessare una quota limitata di dipendenti.
Con la manovra estiva viene aggiunto il tetto al trattamento economico individuale, tetto che sicuramente riguarda sia lo stipendio che quelle indennità che hanno natura formalmente di salario accessorio, ma che per il loro carattere fisso possono essere considerate come una componente del trattamento economico fondamentale. Per cui di fatto siamo in presenza di una impossibilità di riconoscere progressioni economiche nell'arco del triennio 2010/2012, fatte salve quelle erogate con decorrenza dall'1/1/2010 (in questo caso infatti il beneficio si estende per l'intero anno).
FONTE: ITALIA OGGI

SCADENZIARIO

<settembre 2017>
lunmarmergiovensabdom
28293031123
45678910
11121314151617
18192021222324
2526272829301
2345678
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio