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NOVITÀ NORMATIVE

MANOVRE SUL PERSONALE PRIMA DEL BLOCCO DEL TURN OVER.

La tentazione è forte. Anticipare il più possibile le assunzioni nel 2010 per non incappare nella scure del turn over. Gli enti locali stanno escogitando un'infinità di soluzioni con l'obiettivo di mantenere i medesimi livelli di servizi pur in vigenza delle restrizioni del Dl n. 78/2010. Tra questi tentativi anche quello di rivedere la programmazione delle assunzioni di quest'anno. La regola del turn over del 20% della spesa dei cessati introdotta della manovra estiva decollerà infatti solo dal 2011.
Nel frattempo è partita anche una vera e propria gara alla sopravvivenza che potrebbe portare ad un incremento delle assunzioni nel 2010 (si veda Il Sole 24 Ore del 21 giugno). In questi sei mesi infatti le regole vigenti sono quelle che riguardano il contenimento della spesa di personale con un doppio binario che crea però equilibri diversi.
Gli enti soggetti al patto devono infatti ridurre la spesa rispetto all'anno precedente (in questo caso il 2009), senza avere particolari restrizioni sulle assunzioni. In tale limite quindi, e senza alcuna possibilità di deroga, si possono portare a compimento le azioni che incidono anche sul piano occupazionale.
Tale possibilità viene però meno per gli enti non soggetti a patto di stabilità. Su circa 8.100 comuni, ben 6mila sono al di sotto dei 5mila abitanti e hanno un duplice obiettivo da rispettare: il non superamento della spesa di personale dell'anno 2004 e la possibilità di assumere nel limite delle cessazioni di personale a tempo indeterminato complessivamente intervenute nell'anno precedente.
Di fatto quindi i piccoli enti non possono operare così liberamente nel tentativo di anticipare il più possibile le assunzioni nel 2010. Se infatti il 2009 è stato un anno senza cessazioni, il "blocco" è quasi già in vigore a tutti gli effetti. D'altronde le interruzioni del rapporto di lavoro in questi enti sono quasi degli eventi, situazioni che capitano di tanto in tanto visto il numero esiguo di dipendenti impiegati nei vari uffici.
Senza quindi aspettare la regola del 20% dell'anno prossimo (secondo l'Anci però si applicherebbe solo ai comuni soggetti a patto), questi enti potrebbero già avere uno stallo su qualsiasi politica della gestione delle risorse umane. Rimane aperto un solo spiraglio, sempre nel tentativo di anticipare l'accetta. Percorrere la strada che potrebbe permettere di considerare non solo le cessazioni intervenute nell'anno precedente, ma di tutte quelle avvenute dal 2004 in poi che però non hanno avuto sostituzioni. Non tutte le Sezioni regionali della Corte dei conti sono però d'accordo su tale interpretazione, lasciando ancora una volta gli enti in balìa del buon senso nell'applicazione delle norme.
Tra l'altro anche i piccoli comuni non potranno più beneficiare della possibilità di deroga, a prescindere dal numero di dipendenti in servizio. Un rischio, in definitiva, che potrà avere gravi ripercussioni sulla gestione dei servizi per i quali, neppure l'obbligo delle gestioni associate, potrà trovare soluzioni definitive.
Ecco quindi le regole per il 2010. Nessun ente potrà procedere ad assunzioni se il rapporto tra le spese di personale e le spese correnti è superiore al 50%. Stesso divieto, compresa la stipula di contratti di servizi elusivi delle disposizioni, per gli enti che non hanno rispettato il patto nel 2009. Le autonomie dovranno proseguire nel rispetto delle norme sul contenimento della spesa di personale. Con questi paletti si potranno quindi prevedere assunzioni già in questo anno, tenendo presente che i comuni non soggetti a patto hanno l'ulteriore vincolo delle assunzioni nei limiti delle cessazioni intervenute nel 2009.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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