PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

FEDERALISMO E NUOVE TASSE

Non sarà una partita di giro. Dal decreto legislativo «sull'autonomia di entrata degli enti territoriali» emerge la necessità di confrontarsi con i conti reali. I trasferimenti statali e regionali spariranno, mentre comuni, province e regioni dovranno pareggiare i conti con compartecipazioni e leva fiscale locale.
Un aumento immediato delle imposte potrebbe essere sterilizzato, per le province, dal fondo di riequilibrio previsto nel provvedimento ma, una volta stabilite le aliquote di compartecipazione (ancora allo studio), si saprà quante tasse in più si dovranno pagare nelle regioni "povere", dove cioè il fabbisogno era coperto da trasferimenti statali percentualmente più elevati che in quelle ricche. L'effetto del federalismo, peserà soprattutto in questi casi. A meno di non rendere definitivo il meccanismo del fondo di perequazione previsto dal federalismo fiscale municipale.
Che la questione scotti lo conferma la convocazione, per oggi, alle 17, di un incontro urgente tra i ministri di Economia e Semplificazione e regioni, comuni e province. Dopo l'incontro, il decreto sul fisco regionale dovrebbe ricevere l'assenso dalla Conferenza unificata già convocata per giovedì 23 settembre per poi essere esaminato dal Consiglio dei ministri.
Nel concreto, il decreto legislativo parla di quote di aliquote Irpef, addizionali all'Irpef e compartecipazione all'Iva per le Regioni, bollo auto per i veicoli commerciali (autocarri, autobus e motrici) alle Province. Il tutto accompagnato da non meglio definiti tributi propri, che potranno gravare su presupposti non colpiti da imposte erariali, e dalla possibilità di azzerare l'Irap.
Le Regioni potranno quindi contare su di una quota percentuale, non ancora precisata, calcolata su ciascuno scaglione di Irpef e su una maggiore flessibilità dell'aliquota di addizionale all'Irpef. Sulla quota dell'Irpef è prevista la possibilità di modulare agevolazioni, sotto forma di detrazioni, per tenere conto della composizione del nucleo familiare. Per l'addizionale, invece, non sono previste né deduzioni né detrazioni, ma unicamente la possibilità di agire sull'aliquota, che potrà variare; il massimo è il 3 per cento.
Eventuali riduzioni di aliquote non possono tuttavia determinare un gettito di addizionale inferiore ai trasferimenti ai comuni soppressi con l'attuazione del federalismo.
Quanto all'Irap, i poteri delle Regioni si limitano alla facoltà di disporre riduzioni di aliquote, fino all'azzeramento delle stesse. Non è invece contemplata la possibilità di intervenire sulle modalità di determinazione della base imponibile. Non è chiaro inoltre se la facoltà di variare l'aliquota includa il potere di disporre agevolazioni o esenzioni per determinati settori di contribuenti.
Il gettito dell'addizionale servirà, inoltre, a finanziare i comuni della regione, attraverso una compartecipazione da definire d'intesa tra le Autonomie, dal 1° gennaio 2014.
Alle Province viene, invece, attribuito il bollo auto relativo agli autoveicoli diversi dalle autovetture. Si tratta, in pratica, dei veicoli commerciali. Il gettito destinato alle Province è arricchito, sempre dal 2014, da una compartecipazione al bollo auto regionale relativo agli autoveicoli.
Le Province possono disporre con regolamento le agevolazioni e le esenzioni attualmente stabilite nella legge statale, che diventano così facoltative. La misura del tributo è variabile, a scelta degli enti impositori.
Alle Regioni e alle Province restano comunque assegnati i tributi previsti dalla legislazione vigente. Si tratta, tra gli altri, dell'imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà dei veicoli, l'imposta sulla RC auto e del canone o tassa di occupazione di suolo pubblico.
Si dispone infine che le Regioni possano istituire tributi propri nonché tributi locali su fattispecie non assoggettate a imposizione statale. Anche le Province possono istituire, con regolamento, tributi propri, alla medesima condizione. Il principale riferimento è alle imposte di scopo, collegate al perseguimento di compiti istituzionali o alla realizzazione di opere pubbliche.
FONTE: IL SOLE 24

SCADENZIARIO

<novembre 2018>
lunmarmergiovensabdom
2930311234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293012
3456789
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio