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NOVITÀ NORMATIVE

PERTINENZE DA INDIVIDUARE NELLA DICHIARAZIONE ICI

Le aree pertinenziali sono uno degli aspetti su cui occorre prestare particolare attenzione in sede di compilazione della dichiarazione Ici. La Cassazione, nella sentenza 19638/ 2009, ha affermato che l'esonero da Ici per i terreni pertinenziali autonomamente accatastati viene riconosciuto solo se il vincolo con il fabbricato principale è stato correttamente evidenziato dal contribuente nella dichiarazione Ici.
Quindi, per giardini, orti o cortili la mancata dichiarazione del vincolo legittimerebbe il Comune a pretendere il tributo comunale sulla base del valore venale, ovviamente a patto che lo strumento urbanistico generale adottato attribuisca a tali terreni la qualifica di area edificabile.
La Cassazione ha stabilito che l'esonero da Ici per le aree pertinenziali è una disciplina speciale e
derogatoria rispetto alla più ampia disciplina che dispone l'imponibilità per i terreni individuati quali edificabili dagli strumenti urbanistici. Tale disciplina derogatoria, per le aree autonome, deve essere fatta valere tramite la dichiarazione Ici e, qualora il contribuente non ne abbia fatto menzione in dichiarazione, occorre concludere che non se ne sia voluto avvalere. Con la conseguenza che il terreno deve considerarsi soggetto al tributo comunale.
Diventa, in questo modo, importante dare opportuna indicazione in dichiarazione di un eventuale vincolo pertinenziale che un terreno risulta avere nei confronti di un fabbricato.
La valutazione
La valutazione dell'esistenza del vincolo pertinenziale tra terreno e fabbricato transita dalla corretta interpretazione dell'articolo 2 del Dgs 504/92, nel quale è previsto che si debba considerare parte integrante del fabbricato (quindi non deve essere autonomamente assoggettata ad Ici) l'area occupata dalla costruzione e quella che ne costituisce pertinenza.
Sul punto la Cassazione ha definitivamente chiarito (tra le altre, si segnalano le sentenze 19375/2003, 17035/2004, 5755/2005) che, in conformità con quanto previsto dall'articolo 817 del Codice civile, l'unico elemento da valutare è l'utilizzo che di tale terreno viene fatto. In altre parole, la situazione catastale (congiunto accatastamento o meno) deve considerarsi del tutto irrilevante, in quanto occorre verificare l'effettiva destinazione impressa all'area dal possessore.
La verifica
Sul punto occorre però ricordare come l'effettiva destinazione pertinenziale del lotto può essere oggetto di verifica da parte dell'ente (Cassazione 6501/2005), quindi non basta la semplice vicinanza ad un fabbricato.
Qualora non vi sia evidenza del vincolo, il terreno dovrà essere sottoposto a tassazione quale area edificabile. Senza dimenticare che, sotto il profilo probatorio, la richiesta di accatastamento separato degli immobili costituisce la miglior prova della inesistenza del vincolo pertinenziale. (Cassazione 5015/2005). Tali osservazioni costituiscono un invito a verificare concretamente l'effettivo asservimento del terreno: il separato accatastamento assume infatti rilevanza ai fini probatori come elemento "indiziario" di un diverso utilizzo.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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