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NOVITÀ NORMATIVE

COMPENSI AGGIUNTIVI VIETATI

Niente compensi aggiuntivi ai dipendenti e ai dirigenti delle Pa per lo svolgimento di attività che rientrano nei compiti di ufficio . Tutte le forme di trattamento economico accessorio sono oggetto di contrattazione e né le amministrazioni né i singoli dirigenti possono disporre unilateralmente l'erogazione di compensi. Neppure lo svolgimento di tali attività fuori dall'orario di lavoro, l'uso del mezzo proprio o l'avere l'ente ottenuto notevoli benefici legittimano l'erogazione di tali compensi. In capo ai dirigenti inadempienti matura colpa grave per l'incuranza degli effetti sulla finanza dell'ente. La circostanza che alcuni progetti fossero stati preventivamente approvati dalla giunta determina solo una riduzione della responsabilità del dirigente e non costituisce una
esimente.
Questi principi sono stati affermati dalla Corte dei conti della Puglia nelle sentenze 475 del 22 luglio e 487 del 2 agosto scorsi. Sono stati condannati due dirigenti della provincia di Lecce per avere corrisposto compensi aggiuntivi a propri collaboratori per lo svolgimento di attività comprese tra quelle di istituto, nei casi specifici la definizione delle iniziative per la utilizzazione degli strumenti di finanza innovativa e la classificazione degli alberghi.
Queste pronunce confermano un orientamento che è maggioritario nella magistratura contabile, ma che talvolta non è stato applicato in presenza di circostanze (sezione appello Corte conti Sicilia, sentenza 87/2009) per cui lo svolgimento di attività ordinarie deve comunque essere definito come uno sforzo straordinario. Tali non sono stati giudicati né la classificazione delle strutture alberghiere, in quanto attività programmabile, né i notevoli asseriti vantaggi finanziari che l'amministrazione potrebbe avere ottenuto dall'applicazione degli strumenti di finanza innovativa.
Le sentenze ricordano che i principi di onnicomprensività e di contrattazione del trattamento economico si applicano non solo ai dipendenti, ma anche ai dirigenti. E aggiungono che questi compensi non sono riconducibili agli istituti contrattuali in vigore: non possono essere considerati produttività perché «erogati senza alcun riferimento ai parametri e metodologie di valutazione eventualmente adottati». Per lo svolgimento al di fuori del normale orario di lavoro la forma di remunerazione è il compenso per lavoro straordinario, sussistendone le condizioni: in ogni caso, per potere assumere che l'ente ne abbia tratto vantaggio, ai fini della riduzione della responsabilità, il dirigente deve dimostrare che l'attività non poteva essere svolta nell'ordinario orario di lavoro.
L' eventuale decisione preventiva della giunta di costituire uno specifico gruppo di lavoro e di stanziare risorse per la relativa remunerazione, in quanto la determinazione dirigenziale è a essa legata da un «rapporto di consequenzialità logica e cronologica», determina soltanto la riduzione della responsabilità, ma non l'esonero, poiché è comunque il dirigente che adotta gli atti gestionali.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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