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NOVITÀ NORMATIVE

CONSIGLI TRIBUTARI: DUBBI SULL'APPLICABILITA'

La disciplina organizzativa dei Consigli tributari, introdotta dalla manovra d'estate, rischia di non essere applicabile per incompatibilità con la normativa vigente.

Con particolare riferimento ai piccoli comuni, l'articolo 18, comma 2, del decreto legge n. 78/2010, stabilisce che i comuni con popolazione inferiore ai 5 mila abitanti, laddove non abbiano già costituito il consiglio tributario, sono tenuti a riunirsi in consorzio, ai sensi dell'articolo 31 del decreto legislativo n. 267/2000, per la successiva istituzione del Consiglio tributario.
Questa disposizione è però incompatibile con due misure di contenimento della spesa pubblica già adottate dal legislatore. La prima è contenuta nella legge finanziaria per il 2010 che, all'articolo 1, comma 186, impone di sopprimere i consorzi di funzioni tra enti locali; è evidente, tuttavia, che il consorzio a cui si riferisce la manovra d'estate è un consorzio di funzioni, essendo finalizzato a gestire funzioni operative legate all'attività di accertamento. Come è possibile, dunque, conciliare l'obbligo di sopprimere i consorzi di funzioni con quello, decisamente opposto, di costituirne uno?
L'altra norma è l'articolo 14, comma 28, dello stesso decreto legge n. 78/2010 che stabilisce che le funzioni fondamentali dei Comuni, previste dall'articolo 21, comma 3, della legge n. 42/2009, sono obbligatoriamente esercitate in forma associata, attraverso convenzione o unione, escludendo i consorzi. Ma difficilmente la funzione connessa alla gestione dei tributi può essere esclusa dalle "funzioni generali di amministrazione, di gestione e di controllo" che la legge delega sul federalismo fiscale considera come fondamentali.
La costituzione dei consigli tributari, in ogni caso, non sembra essere destinata a durare nel tempo.
L'articolo 96 del decreto legislativo n. 267/2000, infatti, stabilisce che "…i consigli e le giunte, con provvedimento da emanare entro sei mesi dall'inizio di ogni esercizio finanziario, individuano i comitati, le commissioni, i consigli ed ogni altro organo collegiale con funzioni indispensabili per la realizzazione dei fini istituzionali dell'amministrazione o dell'ente interessato. Gli organismi non identificati come indispensabili sono soppressi a decorrere dal mese successivo all'emanazione del provvedimento". Ed è proprio quello che potrebbe accadere ai consigli tributari.
FONTE: ITALIA OGGI

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