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NOVITÀ NORMATIVE

PROSSIME NOVITA' SUI BILANCI COMUNALI

Una settimana in più per definire i numeri in gioco, e qualche apertura sulle modifiche al patto di stabilità e sullo sblocco delle risorse fermate nelle casse dei comuni dai vincoli di finanza pubblica.
È il pacchetto ottenuto ieri dai sindaci nell'incontro con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, che si è concentrato sia sul federalismo municipale sia sul patto. «Simul stabunt, simul cadent», chiosa il presidente dell'Anci Sergio Chiamparino all'uscita dell'incontro, per sottolineare che federalismo e patto sono legati dallo stesso destino.
Sul primo punto, si è deciso di rinviare di una settimana l'esame del decreto che istituisce cedolare secca e imposta municipale unica, e che avrebbe dovuto essere esaminata nella conferenza unificata di oggi.
I sindaci chiedono prima di tutto certezze sull'aliquota di riferimento della nuova imposta, che il testo approvato in consiglio dei ministri non indica e che, secondo i calcoli degli amministratori locali, dovrebbe aggirarsi intorno al 10 per cento. «Questo è il livello necessario a garantire il gettito adeguato - spiega Chiamparino -; se il governo ha altre ipotesi, le mostri». La settimana extra serve appunto a trovare la quadra, insieme alle garanzie che il meccanismo della futura imposta unica lasci alle amministrazioni margini di manovra autonomi.
Sul patto di stabilità, l'incontro sindaci-Tremonti ha confermato le indicazioni emerse dai tavoli tecnici. Il nuovo patto punterà soprattutto sulle spese correnti, che rappresenteranno le basi di calcolo (media 2006/2008, con dei correttivi per i comuni che ne sarebbero troppo penalizzati), e prima di tutto chiederà ai sindaci di raggiungere il saldo in pareggio. Dal momento che il pareggio di bilancio, da solo, non basta a garantire il contributo chiesto dalla manovra, il resto del "conto" sarà distribuito fra i comuni seguendo meccanismi proporzionali alla spesa corrente. Partita ancora aperta sui residui passivi, cioè le risorse che i comuni hanno in cassa ma non possono spendere senza violare il patto.
I sindaci, spalleggiati dalle imprese fornitrici che sono costrette ad attendere tempi lunghi per i pagamenti, chiedono che almeno si ripeta il trattamento riservato l'anno scorso, quando il decreto anticrisi sbloccò più di 1,4 miliardi.
Per quest'anno la manovra correttiva ha liberato circa 300 milioni, ma i prossimi giorni potrebbero portare qualche novità.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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