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NOVITÀ NORMATIVE

LA MANOVRA ESTIVA LIMITA L'UTILIZZO DELL'ART. 110 DEL TUEL

La manovra estiva 2010 mette nell'angolo gli incarichi dirigenziali a contratto negli enti locali. Il dl 78/2010, convertito in legge 122/2010, modifica l'articolo 1, comma 557 della legge 296/2006, inferendo un altro rilevante colpo alla possibilità per comuni e province di avvalersi dell'articolo 110, commi 1 e 2, del dlgs 267/2000. Già il dlgs 150/2009, estendendo espressamente agli enti locali la normativa di cui all'articolo 19, comma 6, del dlgs 165/2001 ha nella sostanza vanificato la disciplina dell'articolo 110, come di recente ha accertato la Corte dei conti, sezione regionale di controllo della Puglia, con parere 17 giugno 2010, n. 44. La riscrittura del comma 557 citato approfondisce ulteriormente il sostanziale abbandono, da parte dell'ordinamento giuridico, di un sistema di reclutamento della dirigenza locale non compatibile con la revisione dello spoils system discendente dalla recente giurisprudenza della Corte costituzionale e dalla riforma Brunetta.
Il comma 557 novellato, al fine di garantire la riduzione progressiva della spesa di personale, alla lettera a) prescrive alle amministrazioni locali la «riduzione dell'incidenza percentuale delle spese di personale rispetto al complesso delle spese correnti, attraverso parziale reintegrazione dei cessati e contenimento della spesa per il lavoro flessibile».
Comuni e province non sono tenuti a ridurre la spesa dei lavoratori flessibili del 50% rispetto al 2009; sono, però, chiamati a contenere tali costi, sulla base di proprie autonome valutazioni.
La successiva lettera b) del medesimo comma 557 precisa in aggiunta che gli enti locali debbono perseguire la «razionalizzazione e snellimento delle strutture burocratico-amministrative, anche attraverso accorpamenti di uffici con l'obiettivo di ridurre l'incidenza percentuale delle posizioni dirigenziali in organico».
Combinando tra loro le due disposizioni, si nota che gli enti locali debbono sia ridurre il numero dei dirigenti in organico, sia ridurre il costo del lavoro flessibile. Sembra, dunque, inevitabile concludere che proprio gli incarichi a contratto previsti dall'articolo 110 del Tuel, in quanto configuranti rapporti di lavoro a tempo determinato e, dunque, flessibili, debbano considerarsi i primi rapporti flessibili da dover contenere e ridurre. Il sistema più naturale, infatti, per attuare le indicazioni del comma 557 novellato è ridurre le posizioni dirigenziali, proprio a partire da quelle coperte con i dirigenti non appartenenti ai ruoli, tornando, così, a valorizzare il ruolo e la funzione dei dirigenti di ruolo a tempo indeterminato.
Apparirebbe, infatti, contraddittorio continuare a utilizzare l'articolo 110 in un ordinamento giuridico che in modo molto chiaro indica agli enti locali di avvalersi di un minor numero di dirigenti e di contenere il costo del lavoro flessibile. A nulla varrebbe osservare che la lettera b) del comma 557, poiché si riferisce alle «posizioni dirigenziali in organico», riguarderebbe i dirigenti di ruolo. Si deve ricordare che ai sensi del comma 1 dell'articolo 110 del dlgs 267/2000 i posti dirigenziali della dotazione organica possono essere coperti con gli incarichi a contratto: essi, dunque, una volta attivati fanno scaturire posti dirigenziali in organico, proprio quelli da tagliare applicando le indicazioni della novella introdotta dalla manovra finanziaria estiva 2010. Insomma, la contemporanea necessità di ricondurre gli incarichi a contratto degli enti locali entro percentuali limitate a quelle previste dall'articolo 19, comma 6, del dlgs 165/2001 e di contenere l'incidenza della dirigenza rispetto al personale e il costo del lavoro flessibile, induce a rivedere le scelte organizzative, abbandonando il ricorso ai contratti dirigenziali a tempo determinato come strategia di flessibilizzazione dell'apparato dirigenziale.
FONTE: ITALIA OGGI

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