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NOVITÀ NORMATIVE

RIMBORSO MUTUI DEL SERVIZIO IDRICO CON ALIQUOTA IVA 20%

Sono soggette a Iva le somme di denaro che un Comune riceve dal gestore del servizio idrico, a titolo di rimborso, per l'ammortamento di mutui accesi dal Comune stesso per investimenti nel settore interessato. Il Comune deve, infatti, assoggettare a imposta, con l'aliquota ordinaria del 20%, l'intera somma che gli viene restituita dal gestore, in quanto si tratta di una prestazione soggetta a imposta, esercitata nell'attività di impresa e per la quale la base imponibile coincide con l'intero ammontare che gli viene reso dalla società di gestione.
Questo il parere espresso dall'agenzia delle Entrate nella risoluzione 104/E, fornita ieri a fronte dell'interpello avanzato da un Comune che chiedeva il trattamento tributario delle somme percepite a titolo di rimborso degli oneri connessi all'ammortamento di "passività pregresse".
L'Agenzia, in primo luogo, esamina la disciplina giuridica e la convenzione del "servizio idrico integrato" individuandone, poi, i riflessi in materia di Iva. L'accordo stipulato tra l'Autorità d'ambito territoriale ottimale e il gestore del servizio prevede che quest'ultimo debba versare all'amministrazione municipale, tra l'altro, anche le "passività pregresse" per ricevere la concessione gratuita delle infrastrutture idriche necessarie all'espletamento del servizio.
Passando all'Iva, poiché l'articolo 3, comma 1 del Dpr 633/72 definisce prestazioni di servizi quelle operazioni derivanti «in genere da obbligazioni di fare, non fare e permettere quale ne sia la fonte», secondo l'Agenzia la circo- stanza che il Comune conceda in uso al gestore per tutta la durata dell'affidamento i beni, le opere e gli impianti necessari all'erogazione del servizio (seppure in virtù di un obbligo di legge) configura una prestazione di servizi soggetta a imposta.
In merito al profilo soggettivo, poi, l'attività posta in essere dal Comune, che consiste nel mettere a disposizione del gestore del servizio idrico integrato le infrastrutture necessarie per l'espletamento del servizio, consentendone il relativo sfruttamento economico per il periodo della convenzione di affidamento, si configura quale esercizio di un'attività economicamente rilevante ai fini Iva ai sensi dell'articolo 4 del Dpr 633/72. Ciò in quanto si ricollega direttamente alla pregressa gestione del servizio idrico realizzata dal Comune in forma commerciale.
Infine per determinare l'ammontare del corrispettivo da assoggettare a imposta, l'Agenzia richiama l'articolo 13 del Dpr n. 633/72, che individua tutti gli elementi necessari a determinare la base imponibile. Nel caso concreto assume rilievo la circostanza che la società che gestisce il servizio idrico, in virtù dell'articolo 15 della convenzione firmata con il Comune, assume gli oneri connessi all'ammortamento delle passività pregresse relative al servizio: pertanto - conclude l'Agenzia - tutte le somme incassate a titolo di "passività pregresse" assumono natura di corrispettivo ai fini Iva e, come tali, devono essere assoggettate al tributo con aliquota ordinaria del 20 per cento.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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