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NOVITÀ NORMATIVE

IL RIMBORSO DELLE SPESE DI MISSIONE

Gli amministratori locali possono essere rimborsati delle spese di soggiorno sostenute per recarsi in missione, ivi comprese la partecipazione alle assemblee delle associazioni degli enti locali. Essi devono essere previamente autorizzati da parte della propria amministrazione. Il rimborso non può attualmente eccedere l'80% della misura fissata dal decreto del ministro dell'interno del 2009, può essere liquidato non in modo forfettario e non può eccedere le cifre riconosciute allo stesso titolo ai dirigenti.
Gli amministratori in missione hanno inoltre diritto al rimborso delle spese di viaggio effettivamente sostenute.
Sono questi i principali effetti determinati dall'accordo che è stato concluso nei giorni scorsi in sede di Conferenza stato, città ed autonomie locali. Con questa intesa vengono fugati i numerosi dubbi nati a seguito delle disposizioni dettate dal dl n. 78/2010, che all'articolo 5 ha abrogato la previsione contenuta nel comma 1 dell'articolo 84 del Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali che consentivano il rimborso delle spese di soggiorno, ma non ha modificato il comma 2 che stabilisce le modalità attraverso le quali riconoscere tali rimborsi.
Un amministratore locale, per recarsi in missione, deve essere preventivamente autorizzato: per il vicesindaco e gli assessori l'autorizzazione è rilasciata dal sindaco, per i consiglieri dal presidente del consiglio. La partecipazione alle assemblee delle associazioni degli enti locali deve essere considerata a tutti gli effetti come una missione, quindi è necessaria la preventiva autorizzazione.
L'ente può sostenere sia le spese di iscrizione, che quelle di viaggio, che quelle di soggiorno. Ricordiamo invece che la partecipazione alle riunioni degli organismi statutari di tali associazioni è a tutti gli effetti equiparata alle riunioni degli organi dell'ente, per cui le amministrazioni sostengono i relativi oneri e la partecipazione non deve essere previamente autorizzata.
Per il calcolo delle spese di viaggio si procede alla liquidazione di quelle effettivamente sostenute. Nel caso di utilizzazione della automobile propria, le disposizioni stabiliscono che per i consiglieri si debba necessariamente ricorrere al metodo del rimborso di 1/5 del costo di un litro di benzina per ogni km percorso. Tale modalità di calcolo, a differenza di quanto lo stesso dl n. 78/2010 stabilisce per i dipendenti, non è messa in discussione per gli amministratori. Sta all'autonomia delle amministrazioni decidere se il rimborso per l'uso dell'auto propria del sindaco, del vicesindaco e degli assessori debba avvenire con le stesse modalità previste per i consiglieri o se si possono utilizzare forme più vantaggiose, quali le tabelle Aci.
L'accordo raggiunto in Conferenza stato-città e autonomie locali prevede, in primo luogo, che il rimborso delle spese di soggiorno non possa superare l'80% della misura indicata dal decreto interministeriale (ministro dell'interno e della economia e finanze) del 12 febbraio 2009. Tale cifra sarà rideterminata dallo stesso decreto del ministro dell'interno cui la manovra estiva rimette la competenza a riscrivere le misure dei compensi spettanti agli amministratori. La seconda indicazione riguarda la natura di questo rimborso: le relative somme non devono «più essere considerate come rimborsi forfetari comunque spettanti, ma come tetto massimo di spesa non superabile». Da qui la conseguenza che occorre produrre la giustificazione delle spese sostenute. Viene inoltre stabilito un altro vincolo: il rimborso delle spese di soggiorno agli amministratori non può superare la soglia prevista per i dirigenti dal relativo contratto collettivo nazionale di lavoro.
Se le missioni sono all'estero, questo è l'elemento di novità, non può più essere riconosciuto l'incremento del 15%, per cui la misura rimane quella prevista per le missioni nel territorio nazionale. Le singole amministrazioni hanno la facoltà di regolamentare autonomamente la materia; ma non possono in alcun modo superare il tetto massimo previsto dal decreto.
La misura fissata dall'Accordo costituisce una interpretazione delle disposizioni dettate dalla manovra estiva, quindi la sua validità decorre dallo scorso 1 giugno; mentre la decorrenza delle misure che saranno fissate dal decreto del Viminale sarà fissata da tale provvedimento.
FONTE: ITALIA OGGI

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