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NOVITÀ NORMATIVE

L'APPALTO SENZA GARA E' POSSIBILE

È possibile affidare un appalto a trattativa privata senza gara, ma soltanto a seguito di una indagine di mercato che dimostri che, per ragioni tecniche o di privativa industriale, è possibile affidare le prestazioni oggetto di appalto ad un solo operatore economico; nella determina o delibera deve essere richiamata l'indagine e la documentazione tecnica, che deve rimanere agli atti, a supporto della scelta effettuata.
È quanto ha affermato il Tar del Veneto, sez. prima, con la sentenza del 4 ottobre 2010 n. 5267 che ha preso in esame i presupposti in presenza dei quali le stazioni appaltanti possono aggiudicare contratti pubblici mediante procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara, dandone comunque adeguata motivazione nella delibera o determina contrarre, nel caso in cui (il riferimento è al comma 2, lettera b, dell'articolo 57 del Codice dei contratti pubblici.
La norma prevede che ciò sia possibile «per ragioni di natura tecnica o attinenti alla tutela dei diritti esclusivi, il contratto possa essere affidato unicamente a un operatore economico determinato». La gara aveva ad oggetto l'affidamento di un appalto integrato di lavori funzionali alla riconversione di un impianto di compostaggio; per questo appalto l'amministrazione aveva deciso di affidare direttamente i lavori ad una ditta nel presupposto che fosse l'unica titolare dei brevetti concernenti una determinata tecnologia. A seguito del ricorso di un'altra ditta che eccepiva la scelta delle tecnologia e la rilevanza degli otto brevetti posseduti dall'affidataria, il Tar ha preso in esame la legittimità dell'operato della stazione appaltante, respingendo il ricorso e chiarendo alcuni profili interpretativi della disposizione del Codice dei contratti pubblici. In particolare il Tar ha affermato che perché sia giustificata la procedura di cui al detto articolo occorre che sussistano due condizioni.
La prima è che bisogna essere in presenza di oggettivi motivi di natura tecnica o la protezione dei diritti esclusivi che non consentono l'apertura dell'appalto a un confronto concorrenziale e che impongono la cosiddetta trattativa diretta con un unico operatore economico. La seconda condizione che i giudici richiamano a proposito della norma del Codice è che occorre dimostrare, effettuando una preventiva indagine di mercato, l'oggettiva esistenza dell'unico operatore economico potenziale espressamente individuato. In sostanza si dice che la stazione appaltante deve effettivamente verificare che esista un solo soggetto che, o per ragioni tecniche o perché è l'unico in possesso di una determinata tecnologia, può risultare affidatario dell'appalto. Di questa indagine occorre però che vi sia traccia nella motivazione del provvedimento, anche al fine di una verifica della scelta operata dalla stazione appaltante.
Di conseguenza, dicono i giudici, nella obbligatoria motivazione di cui dovrà dar conto ai sensi del citato art. 57, comma 1 del Codice, la determina o la delibera a contrarre, dovrà richiamare l'indagine di mercato effettuata e la documentazione o certificazione, da tenersi agli atti, che attesti la sussistenza di una privativa industriale di un brevetto (tutela di diritti esclusivi) o le ragioni di natura tecnica che impongono di rivolgersi a quel determinato operatore economico. Nel caso specifico è stato dimostrato, in primis, che la tecnologia scelta dalla stazione appaltante era corretta in quanto risultava l'unica in grado di garantire la bioessiccazione dei rifiuti residuali a valle della raccolta differenziata in sette giorni; diversamente l'utilizzo di una tecnologia differente avrebbe richiesto volumi doppi per trattare lo stesso quantitativo di rifiuti.
FONTE: ITALIA OGGI

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