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NOVITÀ NORMATIVE

RIFLESSI SUL PERSONALE LEGATI AL TAGLIO DEI TRASFERIMENTI

Vincoli sempre più stringenti all'impiego di personale negli enti locali. L'articolo 14, comma 9, del Dl 78/2010 pone uno specifico divieto di assunzione a carico degli enti nei quali l'incidenza della spesa di personale risulti pari o superiore al 40% della spesa corrente. La norma, dal 1° gennaio 2011, modifica l'articolo 76, comma 7, della manovra estiva 2008, ai sensi del quale erano sospese, sino all'emanazione di un Dpcm, tutte le assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia contrattuale, nel caso in cui tale percentuale avesse raggiunto il 50 per cento. Dal 2011 dunque solo le province e i comuni virtuosi potranno stipulare nuovi contratti, nel limite del 20% della spesa corrispondente alle cessazioni dell'anno precedente.
Se, da un lato, il legislatore definisce (per gli enti soggetti al patto di stabilità interno) il perimetro di calcolo della spesa di personale, escludendo i rinnovi contrattuali ma comprendendo gli oneri riflessi e l'Irap, i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, il personale di cui all'articolo 110 del Tuel e i soggetti utilizzati in strutture esterne senza interruzione del rapporto di pubblico impiego, dall'altro omette la definizione dell'ambito temporale per la verifica del rispetto del limite del 40 per cento. In altre parole, occorre chiarire se tale verifica debba compiersi con riferimento all'ultimo esercizio chiuso o se tale percentuale debba trovare riscontro nei dati previsionali del bilancio in corso. In quest'ultimo caso, si tratterebbe di porre a confronto elementi di calcolo variabili in corso d'anno (ultimo termine utile per l'assestamento di bilancio è novembre) e che potrebbero, in sede consuntiva, risultare diversi da quelli attesi. In analogia con quanto disposto in tema di verifica dell'obbligo di riduzione della spesa di personale, sarebbe logico utilizzare valori consuntivi o rappresentativi di una situazione in cui le obbligazioni giuridiche risultino perfezionate.
Altra questione (per gli enti soggetti al patto) riguarda la riduzione del contributo erariale ordinario, disposta dai commi 1 e 2 dell'articolo 14. Il concorso alla manovra dei comuni con popolazione superiore ai 5.000 abitanti viene individuato attraverso una riduzione dei trasferimenti erariali correnti di 1.500 milioni di euro (300 per le province) nell'anno 2011 e 2.500 milioni di euro (500 per le province) dal 2012.
Queste riduzioni, da attuare secondo criteri e modalità che tengano conto delle misure per assicurare il rispetto del patto di stabilità, dell'incidenza della spesa di personale su quella corrente e del grado di autonomia finanziaria dell'ente, determinano una riduzione anche del livello di spesa corrente e un innalzamento di tutti quegli indicatori (come i parametri di deficitarietà strutturale) a essa riferibili.
In analogia con quanto viene definito in questi giorni dai tavoli tecnici fra amministratori locali e governo in materia di sterilizzazione dei tagli dal saldo obiettivo del patto di stabilità, sarebbe opportuno un provvedimento di modifica della percentuale del 40% o, perlomeno, delle sue modalità di calcolo, al fine di neutralizzare gli effetti sui bilanci locali dei tagli imposti dalla manovra.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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