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NOVITÀ NORMATIVE

NOVITA' SUI CONTRATTI PART-TIME

Le pubbliche amministrazioni potranno riconsiderare i provvedimenti di concessione del part-time ai propri dipendenti. Il collegato lavoro approvato i giorni scorsi in parlamento all'articolo 16 consente alle pubbliche amministrazioni una nuova valutazione delle trasformazioni del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale a suo tempo assentite «in sede di prima applicazione» delle disposizioni introdotte dall'articolo 73 del dl 112/2008, convertito in legge 133/2008.
La facoltà di rivedere i provvedimenti favorevoli al part-time va esercitata entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del «collegato alla finanziaria», nel rispetto dei principi di correttezza e buona fede.
Le amministrazioni avranno l'opportunità di rivedere i provvedimenti di concessione della trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale già adottati prima della data di entrata in vigore del citato di 112/2008.
La disposizione non è esente da problemi attuativi, cosa, d'altra parte, attestata dal richiamo al rispetto dei principi di correttezza e buona fede. Le amministrazioni sono, evidentemente, invitate a esercitare la facoltà che con cautela e, naturalmente, in presenza di specifiche e circostanziate motivazioni, tali da mostrare appunto il rispetto dei principi espressamente enunciati dal legislatore.
Non risulta, però, chiaro quali siano i provvedimenti oggetto della possibile revisione. La norma parla di quelli adottati prima della vigenza della manovra d'estate 2008. È chiaro, però, che tale arco di tempo, non espressamente determinato dalla legge, può essere infinito. C'è, dunque, da chiedersi se le amministrazioni possano rivedere anche concessioni di part-time adottate anni addietro.
In senso contrario conduce la circostanza che il passare del tempo ha certamente consolidato la situazione del lavoratore, sicché risulterebbe certo meno agevole, per l'amministrazione datrice, enucleare una motivazione rispettosa della correttezza e della buona fede.
La norma potrebbe intendersi riferita ai provvedimenti di concessione adottati nel mese di giugno 2008, nell'imminenza della vigenza della manovra d'estate. Infatti, la contrattazione collettiva prevede(va) che le domande per la collocazione a tempo parziale debbono essere presentate nei mesi di dicembre e giugno.
Pertanto, a giugno 2008 certamente molti lavoratori hanno presentato domande di collocazione a part-time, sulle quali, prima del 25 dicembre 2008, in mancanza di gravi motivazioni che giustificassero il rinvio di sei mesi, le amministrazioni potrebbero essersi viste costrette ad adottare da subito provvedimenti di accoglimento. Che, magari, pochi giorni dopo avrebbero potuto, invece, non emettere.
Nel caso in cui il dipendente avesse presentato prima del 25 giugno 2008 istanza di trasformazione a part-time e tale istanza fosse stata formalmente accolta, con decorrenza differita, opera il principio tempus regit actum, perché l'atto decisionale sarebbe stato comunque adottato, ancorché i suoi effetti si producessero successivamente alla vigenza del dl 112/2008.
Sembra, dunque, plausibile che il collegato lavoro si riferisca alle istanze di part-time presentate nel giugno 2008, come lascerebbe intuire il riferimento alla prima applicazione della manovra d'estate. Tra l'altro, parlare di prima applicazione a oltre due anni di distanza dall'entrata in vigore del dl 112/2008 appare una forzatura, tale da rendere l'attuazione concreta della facoltà concessa dalla legge piuttosto complicata.
Sarebbe stato necessario che il legislatore avesse chiarito questi aspetti con una disposizione esplicita, sì da dirimere i dubbi. Così non è stato, nonostante la lunghissima gestazione della legge e i tanti emendamenti apportati.
FONTE: ITALIA OGGI

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