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NOVITÀ NORMATIVE

I RIMBORSI DEI GESTORI DEI SERVIZI IDRICI SONO DA ASSOGGETTARE AD IVA

Le somme versate a un comune dal gestore del servizio idrico integrato per il rimborso delle rate di ammortamento dei mutui accesi per il finanziamento degli investimenti assumono la natura di corrispettivo e come tali sono da assoggettare ad Iva con aliquota ordinaria del 20%.
È quanto chiarito dall'Agenzia delle entrate nella recente risoluzione n. 104/E dell'11 ottobre 2010 che, rispondendo all'interpello presentato da un comune di viene ad occuparsi del tema del rimborso dei mutui preesistenti assunti dagli enti locali e a carico dei gestori del servizio secondo le previsioni del Codice dell'ambiente (dlgs 3 aprile 2006 n. 152).
Il quesito posto all'attenzione dell'amministrazione finanziaria dal comune interpellante concerne il corretto trattamento tributario ai fini Iva delle «somme a titolo di ristoro, nonché di rimborso delle passività pregresse per l'ammortamento dei mutui accesi» pagate, come previsto nella convenzione di affidamento, dalla società «Alfa srl», affidataria della gestione del servizio, agli enti locali e ai precedenti gestori nell'Ambito territoriale ottimale X per gli investimenti da loro effettuati nel settore idrico.
Prima di entrare nel merito della questione posta alla sua attenzione l'agenzia ha ritenuto opportuno richiamare le disposizioni del Codice dell'ambiente relative alle competenze in materia di gestione delle risorse idriche delle Ato - Autorità di ambito territoriale ottimale (art. 148, comma 1), alle convenzioni di affidamento regolanti i rapporti tra Ato e gestori del servizio (art. 151) ed, in particolare, alle dotazioni dei soggetti gestori (art. 153), a cui sono affidate in concessione d'uso gratuita le infrastrutture idriche di proprietà degli enti locali e trasferite «le immobilizzazioni, le attività e le passività relative al servizio idrico integrato, ivi compresi gli oneri connessi all'ammortamento dei mutui oppure i mutui stessi al netto di eventuali contributi a fondo perduto in conto capitale e/o in conto interessi».
Nel caso di specie, in conformità alle predette norme, la convenzione di affidamento tra Ato e gestore del servizio prevede, infatti, che gli enti locali concedono in uso al gestore del servizio per tutta la durata dell'affidamento i beni, le opere e gli impianti necessari all'espletamento del servizio e che, al tempo stesso, il gestore assuma gli oneri connessi all'ammortamento delle passività pregresse relative al servizio idrico integrato assunte dagli enti locali entro la data del 31 dicembre 2006.
In considerazione di tale previsione e dello stesso articolo 153 del Codice dell'ambiente, è stato poi espressamente annoverato, all'interno del piano tariffario allegato alla convenzione, tra i costi di gestione riconosciuti ai fini della determinazione della tariffa del servizio anche il rimborso da parte del gestore delle rate di ammortamento per i finanziamenti imputabili alle gestioni preesistenti.
Il gestore del servizio è chiamato, quindi, a versare all'amministrazione istante tutte le somme necessarie al pagamento del servizio del debito ancora in essere per i finanziamenti pregressi da questo contratti relativi al servizio idrico integrato.
Una volta delineato il quadro generale, l'ufficio delle entrate passa così a verificare la sussistenza dei due presupposti, oggettivo e soggettivo, necessari per la valutazione dell'assoggettabilità all'imposta sul valore aggiunto di tali somme incassate dagli enti locali.
Sotto il profilo oggettivo, richiamando l'articolo 3 del dpr 26/10/1972 n. 633 che, al comma 1, definisce come prestazioni di servizi assoggettabili all'imposta anche le prestazioni dipendenti «in genere da obbligazioni di fare, non fare e di permettere quale ne sia la fonte», l'amministrazione ritiene verificata la sussistenza del requisito oggettivo in quanto «la circostanza che il comune conceda in uso al gestore per tutta la durata dell'affidamento i beni, le opere e gli impianti necessari all'erogazione del servizio (seppure in virtù di un obbligo di legge)» apparirebbe tale da configurare proprio una prestazione di servizi ai sensi del predetto articolo 3.
Passando poi a verificare la sussistenza del presupposto soggettivo per l'imponibilità Iva di cui all'articolo 4 del dpr 633/1972, l'agenzia osserva come «l'attività posta in essere dal comune, che consiste nel mettere a disposizione del gestore del servizio idrico integrato le infrastrutture necessarie all'espletamento del servizio, consentendone il relativo sfruttamento economico per il periodo della convenzione di affidamento del servizio stesso, si configura quale esercizio di un'attività economicamente rilevante ai fini Iva», poiché riconducibile direttamente alla precedente attività di gestione del servizio idrico espletata dall'amministrazione comunale «in forma commerciale».
La sussistenza dei due presupposti implica, quindi, l'attrazione delle operazioni in esame nel campo di applicazione dell'imposta.
Passando, infine, alla definizione della base imponibile della prestazione di cui all'articolo 13 sempre del dpr 633/1972 l'agenzia, accogliendo la tesi del comune istante, conclude ritenendo come tutte le somme incassate dal comune a titolo di rimborso di «passività pregresse» rivestano la natura di corrispettivo ai fini Iva da assoggettare all'imposta con aliquota ordinaria del 20%.
FONTE: ITALIA OGGI

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