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NOVITÀ NORMATIVE

DIFFICOLTA' PER I COMUNI NELL'APPLICAZIONE DELLA LEGGE BRUNETTA

I comuni stanno avviando le procedure per dare concreta applicazione alla legge cd Brunetta sul versante della adozione delle nuove metodologie di valutazione, della introduzione degli istituti meritocratici e dell'adattamento del proprio regolamento di organizzazione. Ricordiamo che il termine entro cui le amministrazioni devono avere adottato le nuove regole è fissato per la fine del mese di dicembre.
Si deve aggiungere che in molte realtà si ritiene, e in alcune si chiede, che tale termine venga rinviato. Peraltro in molti comuni si è sparsa la voce che una ipotesi di rinvio sarebbe attualmente all'esame della Commissione nazionale per la valutazione, l'integrità e la trasparenza delle pubbliche amministrazioni (Civit). Alla base di tale rinvio sarebbe la mancanza di risorse aggiuntive da destinare alla incentivazione del personale e dei dirigenti che otterranno le migliori valutazioni ed il blocco della contrattazione collettiva.
Il primo passaggio che i comuni devono realizzare, per dare attuazione alle prescrizioni dettate dalla legge Brunetta, è costituito dalla deliberazione da parte del consiglio delle linee guida per la introduzione delle novità previste da tale disposizione. Essendo in presenza di prescrizioni che devono essere realizzate attraverso la modifica del regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi, avendo tali modifiche un carattere radicalmente innovativo ed avendo una notevole rilevanza, la deliberazione preventiva del consiglio è indispensabile.
Ricordiamo che, sulla base delle regole stabilite dal testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, la competenza alla adozione del regolamento di organizzazione è della giunta, ma il consiglio è chiamato a dettare i criteri generali.
La giunta dovrà recepire in una norma regolamentare le prescrizioni dettate dal Dlgs n. 150/2009. Un primo argomento è costituito dalla disciplina dell'Organismo indipendente di valutazione.
A partire dalla scelta, che si caldeggia per i piccoli e medi centri, di dare vita ad una forma di gestione associata. Ed ancora, si deve fissare il numero dei componenti e la composizione, tra le opzioni esclusivamente esterna e quella mista. Ricordiamo che negli ultimi mesi la Civit, modificando il suo orientamento iniziale ed aderendo alla impostazione dell'Anci, si è espressa perché il segretario non possa far parte di tale organismo, in quanto lo stesso venga chiamato a proporre anche la metodologia di valutazione della sua prestazione. Occorre inoltre operare una scelta sul livello della professionalità richiesta (ricordiamo che la Civit ha dettato criteri molto rigorosi per i requisiti), nonché sulla durata, sul suo modo di operare, sul compenso, sulla eventuale clausola di esclusività (che nella stragrande maggioranza dei comuni non appare necessaria), sulle incompatibilità e sulle procedure di nomina. Il regolamento dovrà inoltre dare attuazione alla suddivisione dei dirigenti, delle posizioni organizzative e del personale in fasce di merito, sulla base degli esiti delle valutazioni.
I vincoli legislativi sono: le fasce devono essere almeno tre, il numero di ogni fascia deve essere prefissato e la quota prevalente delle risorse deve essere destinata alla incentivazione di coloro che sono collocati nella fascia più alta. La scelta potrà confermare le differenziazioni previste dalla legge per le amministrazioni dello stato, accrescerle o diminuirle: ricordiamo che non vi è un vincolo a negare ogni forma di incentivazione a coloro che sono inseriti nella fascia più bassa. Il regolamento decide il numero delle fasce e la quantità di dipendenti, dirigenti o posizioni organizzative da inserire nelle singole fasce, nonché nelle amministrazioni più rilevanti potrà anche prevedere che la suddivisione sia operata nell'ambito delle varie articolazioni organizzative. Spetta invece alla contrattazione decentrata fissare la quantità di risorse da assegnare ad ogni fascia. In sede regolamentare dovranno inoltre essere fissati i capisaldi del nuovo sistema di valutazione dei dirigenti, delle posizioni organizzative e dei dipendenti.
Nel nuovo sistema si dovrà tenere conto sia della performance individuale, che di quella organizzativa, nonché dei comportamenti e delle competenze tecniche e, per i dirigenti, della capacità di valutare in modo differenziato il personale. I criteri generali di valutazione sono oggetto di informazione e, a richiesta dei soggetti sindacali, di concertazione per dirigenti e posizioni organizzative; sono oggetto di contrattazione per il personale.
FONTE: ITALIA OGGI

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