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NOVITÀ NORMATIVE

I COMUNI RICHIEDONO L'AUTONOMIA

«I comuni sono il pilastro insostituibile dell'unità nazionale, quell'unità nazionale che il presidente della repubblica rappresenta. Non è difficile, dunque, comprendere in quale spirito io sia qui tra voi». La presenza del capo dello stato, Giorgio Napolitano, (in Veneto per portare solidarietà alle popolazioni colpite dall'alluvione dei giorni scorsi) all'inaugurazione dell'assemblea Anci di Padova, dà ai sindaci, alla prese con mille incognite (dal federalismo fiscale alla Carta delle autonomie, dai tagli della manovra alla riduzione dei costi della politica), la certezza di avere nel Quirinale un alleato forte.
Napolitano ha richiamato alla necessità, nel contesto di crisi che vive la nostra economia, che il federalismo fiscale “dovere ineludibile di attuazione costituzionale” venga sì costruito ma con “con grandissima pazienza”. Raccogliendo le lamentazioni del presidente dell'Anci Sergio Chiamparino che ha fatto notare come dal 2004 al 2009 il comparto dei comuni sia stato quello più di tutti ha dato il proprio contributo al miglioramento dei saldi di finanza pubblica (4 miliardi a fronte del resto della p.a. che ha peggiorato i conti di 32 mld), Napolitano ha richiamato tutte le forze politiche a farsi avanti per “elaborare proposte concrete su come debba essere tagliata la spesa corrente”. E ha espresso apprezzamento per il lavoro dell'Associazione dei comuni “che riesce sempre a produrre contributi unitari, dimenticando le contrapposizioni ideologiche”.
Parole di elogio per il lavoro di Sergio Chiamparino che nella sua relazione ha toccato tutti i temi che preoccupano i comuni in questa fase politica. A cominciare dal federalismo fiscale che “da un lato è ancora in fase di rullaggio, lontano dal decollo e dall'altro deve fare i conti con un centralismo burocratico e politico più resistente che mai”.
Nel mezzo, secondo il sindaco di Torino, ci sono i comuni “vasi di coccio schiacciati tra l'incudine e il martello” che, dovendo fare i conti con problemi di bilancio non rinviabili nel tempo, temono di non riuscire ad arrivare vivi all'appuntamento col federalismo nel 2014 (quando entrerà a regime l'Imu). Chiamparino chiarisce subito i motivi della mancato ok al decreto legislativo sulla fiscalità municipale. “Ne condividiamo le linee di fondo”, dice, “ma vogliamo certezze sull'aliquota dell'Imu e soprattutto non vogliamo che i comuni cadano sotto il peso dei tagli e delle limitazioni alla spesa per il 2010 e per gli anni successivi”.
Per questo il presidente dell'Anci ha chiesto che nel decreto venga inserita una norma transitoria che riconosca ai comuni che non hanno mai fatto ricorso alla leva fiscale la possibilità di avere autonomia impositiva a legislazione vigente.
Ed è tornato a ribadire la necessità che vanga sbloccata una quota di residui passivi aggiuntiva rispetto al “simbolico” 0.75% previsto dalla manovra (dl 78/2010). “E' un favore che fareste non a noi, ma alle comunità locali”, ha osservato Chiamparino rivolgendosi all'indirizzo del ministro della difesa Ignazio La Russa inviato a Padova in rappresentanza del governo. Governo, da cui i sindaci si sentono traditi. “A luglio avevamo preso un accordo con l'esecutivo che prevedeva risposte entro fine ottobre. Siamo già al 10 novembre”, ha lamentato il sindaco di Torino che al ministro La Russa ha recapitato la richiesta di trasferire al 2012 parte dei tagli ai contributi erariali che la manovra farebbe scattare dall'anno prossimo. Mentre sul tavolo del ministro per gli affari regionali, Raffaele Fitto, l'Anci ha fatto arrivare la richiesta che i comuni vengano direttamente coinvolti nell'impiego dei fondi Fas, molto spesso sottoutilizzati.
L'ultimo accenno il presidente dell'Anci l'ha dedicato alla Carta delle autonomie attualmente all'esame del senato. Secondo Chiamparino “non è giusto che la Carta, luogo ideale per riforme di carattere istituzionale, giaccia in parlamento, mentre le norme sugli enti locali, le funzioni e le regole vengono dettate con la manovra di bilancio”. Di qui la necessità di dare nuovo impulso al provvedimento con norme ad hoc per i piccoli comuni e disposizioni non demagogiche sui tagli ai costi della politica. “Che vanno sì ridotti, ma con criteri di proporzionalità. A cominciare dagli stipendi dei consiglieri regionali”.
FONTE: ITALIA OGGI

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