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NOVITÀ NORMATIVE

LA CORTE COSTITUZIONALE CONFERMA LA RIFORMA DEI SERVIZI PUBBLICI

Con una corposa sentenza (n. 325/2010), la Corte Costituzionale ha respinto 24 obiezioni proposte da alcune Regioni avverso l'art. 23-bis del Decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, contenente la base della riforma dei servizi pubblici locali.
La sentenza n. 325 depositata ieri, 17 novembre, analizza in primo luogo le caratteristiche della riforma dei servizi pubblici locali, sottolineando che i principi della liberalizzazione sono compatibili sia con le norme europee sia con la Costituzione italiana. I giudici costituzionali respingono, infatti, le censure mosse dalle Regioni su uno dei principi della riforma, ovvero quello che limita gli affidamenti in house ai casi in cui la gestione concorrenziale si rivela impossibile o anti-economica (giudicato dalle Regioni illegittimo perché va oltre la disciplina comunitaria).
In secondo luogo, i giudici respingono la seconda obiezione dei governatori, perché le nuove regole sui servizi rispondono all'esigenza di tutelare la concorrenza, che è una materia di competenza esclusiva dello Stato; dunque non vi è invadenza della competenza legislativa regionale in materia.
Solo una norma non passa il vaglio costituzionale, ovvero il comma 10, lett.a), dell'articolo 23-bis, che prevedeva di assoggettare al patto di stabilità interno le società affidatarie dirette di servizi pubblici di rilevanza economica.
FONTE: ITALIA OGGI

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