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NOVITÀ NORMATIVE

PATTO 2011 ARTICOLATO SU TRE CONTEGGI.

Il maxiemendamento al disegno di legge di stabilità 2011 contiene una nuova versione del Patto di stabilità.
Nel cercare di far convivere all'interno del Patto di stabilità tre differenti finalità (garantire il contributo da 2.9 miliardi di euro richiesto ai comuni dalla manovra estiva, introdurre elementi di meritocrazia, evitare strette insostenibili per i singoli enti soggetti al patto), la procedura per l'anno 2011 diventa ulteriormente complicata.
Per calcolare il nuovo patto di stabilità, bisognerà seguire tre passaggi.
Innanzitutto, deve essere assicurato il raggiungimento dell'obiettivo strutturale, quello uguale per tutti gli enti locali che dovranno chiudere il 2011 con saldo zero in termini di competenza mista. Tale misura offre agli enti che chiudono in avanzo maggiori margini di manovra.
Il secondo obiettivo imposto dal nuovo patto è specifico e differenziato per ogni ente. In questo caso il disegno di legge di stabilità modifica completamente la base di calcolo: pertanto si calcola la media della spesa corrente nel triennio 2006/2008. Su questo valore, che rappresenta la base di calcolo, si applica la percentuale di miglioramento prevista dalla manovra (11.4% per i comuni e 8.3% per le province). In questo modo si individua il proprio obiettivo specifico di saldo, da cui va detratta la somma di trasferimenti tagliati all'ente in base alle misure introdotte dalla manovra economica di luglio 2010.
Il terzo ed ultimo passaggio è stato introdotto al fine di evitare che le nuove regole siano troppo penalizzanti rispetto alle vecchie. Dunque, ogni ente dovrà calcolare il proprio obiettivo anche secondo i parametri in vigore fino a quest'anno e fare la sottrazione fra il saldo derivante dal vecchio obiettivo e quello del nuovo obiettivo. Se la differenza è positiva (il nuovo obiettivo è più alto del vecchio), il 50% di questo valore viene sottratto dal nuovo obiettivo; in caso contrario, il 50% viene aggiunto.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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