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NOVITÀ NORMATIVE

TETTO AGLI AUMENTI PUBBLICI NON TAGLIA I SINGOLI STIPENDI.

La limatura imposta dalla manovra correttiva di maggio sugli aumenti disposti dai contratti relativi al 2008/2009 trova un'interpretazione «flessibile» da parte della ragioneria generale dello stato.
La regola al centro dell'attenzione è lo stop agli aumenti retributivi superiori al 3,2%, che vengono stoppati dalla manovra (articolo 9, comma 4 del Dl 78/2010) anche se sono stati decisi da contratti firmati prima dell'entrata in vigore della legge. La tagliola interessa circa 1,1 milioni di dipendenti pubblici, divisi fra regioni, enti locali e servizio sanitario, ai quali gli ultimi contratti di comparto (siglati il 31 luglio del 2009) offrivano un incremento retributivo superiore al tetto poi fissato dal decreto «salva-deficit». A loro Via XX Settembre, rispondendo a un quesito sollevato da molti comuni, offre due buone notizie: il tetto del 3,2% va inteso a livello di comparto, e sterilizza solo le regole contrattuali che facevano correre oltre questo limite lo stipendio medio, ma non va applicato alla busta paga dei singoli dipendenti Le parti pagate prima dell'entrata in vigore della manovra, poi, non devono essere recuperate.
La lettura offerta dalla ragioneria generale limita gli effetti della dieta forzata alle sole partì dei contratti che prevedono lo stanziamento di risorse aggiuntive al 3,2% del monte salari di comparto. Nel caso di regioni ed enti locali, quindi, il tratto di penna arriva sull'articolo 4 del contratto del 31 luglio 2009, che aveva messo sul piatto soldi in più da destinare alla parte variabile del salario disciplinata dalle intese decentrate. Nel caso della sanità, invece, ad essere cancellati dalla manovra sono gli articoli 10 (personale non dirigente), 12 (dirigenza non medica) e 13 (dirigenza medico-veterinaria), in base ai quali i fondi extra sarebbero dovuti andare a finanziare i progetti innovativi e i programmi per migliorare i servizi rivolti agli utenti.
Tutto il resto delle intese firmate il 31 luglio 2009, chiarisce la ragioneria, continua a funzionare, anche quando i suoi effetti comportano sulle singole buste paga un aumento superiore al 3,2% fissato come tetto complessivo al comparto. Il fenomeno è frequente, e può interessare soprattutto chi ha stipendi più leggeri, ad esempio perché la sua anzianità è minore. Gli aumenti, infatti, sono calcolati sulle medie stipendiali delle fasce, ma le loro ricadute pratiche dipendono dalla situazione del singolo dipendente.
Per i mesi che precedono l'entrata in vigore della manovra, pubblicata sulla «Gazzetta Ufficiale» del 31 maggio, la norma perde la sua efficacia e gli importi già assegnati ai dipendenti non vanno recuperati.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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