PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

APPALTI PUBBLICI: CORSA ALL'ADEGUAMENTO

Le stazioni appaltanti è opportuno che adeguino i contratti di appalto, i subappalti e i subcontratti in essere (stipulati prima del 7 settembre 2010) con l'inserimento della clausola di tracciabilità; prevista la nullità dei contratti non adeguati entro il 7 marzo 2011; l'applicazione degli obblighi di tracciabilità riguarda anche professionisti e studi professionali; la tracciabilità vale per tutti i subappalti e i subcontratti necessari all'esecuzione dell'appalto a prescindere dal grado di affidamento o sub affidamento.
Sono questi alcuni dei suggerimenti e delle indicazioni, già operative e applicabili, fornite dall'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici con la determinazione n. 8 del 18 novembre 2010 sulle disposizioni in materia di tracciabilità dei flussi finanziari (legge 136/2010 come modificata e integrata dal decreto legge n. 187 sulla sicurezza del 12 novembre 2010).
I contratti da tracciare.
Uno dei punti più delicati della normativa è quello dell'individuazione dei contratti da tracciare. Gli articoli 3 e 6 della legge 136/2010 prescrivono l'obbligo di effettuare pagamenti su conti dedicati, tramite bonifico bancario o postale, con riguardo a soggetti quali «gli appaltatori, i subappaltatori e i subcontraenti della filiera delle imprese, nonché i concessionari di finanziamenti pubblici anche europei a qualsiasi titolo interessati ai lavori, ai servizi e alle forniture pubblici». La determina elenca le figure contrattuali alle quali si applica l'obbligo di tracciabilità: i contratti di appalto di lavori, servizi e forniture, anche quelli esclusi in tutto o in parte dall'ambito di applicazione del Codice, di cui al Titolo II, Parte I (cioè i contratti stipulati nell'ambito dei cosiddetti «settori speciali», quali sono i settori dell'acqua, dell'energia e dei trasporti); le concessioni di lavori pubblici e le concessioni di servizi di cui all'articolo 30 del Codice dei contratti, cioè quelli che hanno a oggetto la pura gestione di servizi pubblici, anche locali; i cosidetti contratti di partenariato pubblico–privato (fra cui quelli di project financing, ivi compresi i contratti di locazione finanziaria); i contratti di subappalto e di subfornitura; i contratti in economia, ivi compresi gli affidamenti diretti.
Per quel che riguarda i subappalti e i subcontratti l'Autorità ha chiarito che l'obbligo si estende ai subappalti e ai subcontratti stipulati per l'esecuzione anche in via non esclusiva del contratto. In particolare la nozione di subcontratto va riferita, dice la determina, a tutti i contratti derivanti dall'appalto principale, diversi dal subappalto e soggetto a comunicazione verso il committente. Si citano anche, per il settore dei lavori, quelli che possono essere i subcontratti che ricadono nella legge: noli a caldo, noli a freddo, forniture di ferro, forniture di calcestruzzo/cemento, forniture di inerti, trasporti, scavo e movimento terra, smaltimento terra e rifiuti, espropri, guardiania, progettazione, mensa di cantiere, pulizie di cantiere. Da tracciare anche gli affidamenti conseguenti a concorsi di progettazione o di idee, nonché i contratti secretati di cui all'articolo 17 del Codice dei contratti pubblici.
I soggetti tenuti all'obbligo.
Da un lato sono soggetti a tracciabilità gli appaltatori, i subappaltatori e i subcontraenti della «filiera delle imprese», nonché i destinatari di finanziamenti pubblici. Interessante è la precisazione fornita dall'Autorità sulla nozione di «filiera delle imprese»; in particolare si precisa che la nozione di «impresa» deve essere riferita alla categoria generale di «operatore economico» che comprende persone fisiche e giuridiche (cioè, oltre alle imprese, anche i professionisti e gli studi professionali che concorrono all'aggiudicazione di appalti pubblici). Per quel che concerne i concessionari di finanziamenti pubblici la determina richiama sia quelli destinatari di finanziamenti europei, sia i privati che ricevono un contributo per realizzare appalti per la realizzazione dell'oggetto del finanziamento, e ciò «indipendentemente dall'importo».
Dall'altro lato si pongono tutti i soggetti obbligati all'applicazione del Codice dei contratti pubblici. A tale riguardo l'Authority chiarisce che si deve fare riferimento alla nozione di «stazioni appaltanti», cioè «le amministrazioni aggiudic atrici e gli altri soggetti di cui all'articolo 32». Le amministrazioni aggiudicatrici, a loro volta, sono individuate, dice l'organismo di vigilanza, dal comma 25 del Codice, che menziona «le amministrazioni dello Stato; gli enti pubblici territoriali; gli altri enti pubblici non economici; gli organismi di diritto pubblico; le associazioni, unioni, consorzi, comunque denominati, costituiti da detti soggetti». Infine la determina specifica che applicheranno le norme sulla tracciabilità anche gli enti aggiudicatori di cui all'articolo 207 del Codice dei contratti pubblici (che operano nei citati settori speciali), comprese le imprese pubbliche.
La disciplina transitoria e l'adeguamento dei contratti.
Nella legge 136/2010 mancava una disciplina transitoria; a ciò ha rimediato il decreto legge n. 187 che ha previsto che gli obblighi di tracciabilità si applichino ai contratti sottoscritti successivamente alla data di entrata in vigore della legge (cioè dopo il 7 settembre 2010) e ai contratti di subappalto e ai subcontratti da essi derivanti.Su questo punto l'Autorità precisa che l'obbligo vige per questi nuovi contratti anche se relativi a bandi pubblicati prima del 7 settembre. Viene anche fornita la nozione di «nuovo contratto» che comprende i lavori o i servizi complementari, i nuovi contratti originati dal fallimento dell'appaltatore, quelli connessi a varianti in corso d'opera superiori al quinto dell'importo contrattuale. Per i contratti in essere, stipulati quindi prima del 7 settembre 2010, l'Autorità afferma che le stazioni appaltanti potranno effettuare i pagamenti anche se il contratto è sprovvisto dalla clausola di tracciabilità. La determina offre inoltre una importante indicazione per le stazioni appaltanti, laddove suggerisce, non essendo applicabile un meccanismo di inserzione automatica ex lege della clausola, di procedere all'integrazione dei contratti di appalto, dei subappalti e dei subcontratti in essere alla data del 7 settembre 2010 (cioè entro 180 gg dal 7 settembre, ma la camera, con il decreto 187 propone di posporre il termine di decorrenza alla data di conversione del decreto legge) stipulando appositi atti aggiuntivi. In questi atti dovrà essere prevista la clausola di tracciabilità, a fini «cautelativi» per gli operatori economici per evitare la nullità dell'accordo. A tale proposito l'Autorità ha allegato alla determina degli esempi di clausole di tracciabilità da inserire nei contratti in vigore. Dopo il 7 marzo 2011 il contratto sarà però nullo se non avrà la clausola di tracciabilità.
FONTE: ITALIA OGGI

SCADENZIARIO

<novembre 2018>
lunmarmergiovensabdom
2930311234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293012
3456789
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio