PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

ENTRO IL 16 DICEMBRE VERSAMENTO DEL SALDO ICI.

Contribuenti alla cassa per pagare il saldo Ici. Da oggi e fino al 16 dicembre, infatti, chi è proprietario o titolare di altro diritto reale di godimento su fabbricati, aree edificabili e terreni agricoli deve versare la seconda rata, a saldo dell'Ici dovuta per l'intero anno, con eventuale conguaglio sulla prima rata. A meno che il contribuente non abbia versato il 16 giugno scorso l'imposta dovuta in unica soluzione, se già conosceva le deliberazioni adottate dal Comune. L'imposta è dovuta dai contribuenti per anni solari, proporzionalmente alla quota di possesso dell'immobile e in relazione ai mesi dell'anno per i quali il bene è stato posseduto. Se il possesso si è protratto per almeno 15 giorni, il mese deve essere computato per intero.
Le modalità di versamento
L'imposta può essere versata direttamente agli agenti della riscossione nella cui circoscrizione è compreso il Comune o al concessionario al quale l'ente ha affidato l'incarico. E possibile inoltre pagare sul conto corrente postale intestato alla tesoreria dell'ente. I versamenti possono essere fatti anche tramite servizio telematico gestito da Poste italiane. Prima di effettuare il pagamento, è necessario accertare quali siano state le scelte fatte dal Comune per incassare l'imposta. Tuttavia, tutti i contribuenti hanno la possibilità di versare il tributo con l'F24.
Soggetti obbligati e esclusi
In base all'articolo 3 del decreto legislativo 504/1992, oltre al proprietario dell'immobile, sono obbligati al pagamento anche il titolare del diritto reale di usufrutto, uso, abitazione. Soggetto passivo è anche il superficiario, l'enfiteuta, il locatario finanziario e il concessionario di aree demaniali. Rientra tra i diritti reali, poi, il diritto di abitazione che spetta al coniuge superstite, in base all'articolo 540 del Codice civile. Non è soggetto al prelievo fiscale, invece, il nudo proprietario dell'immobile. Così come non sono obbligati al pagamento dell'imposta il locatario, l'affittuario e il comodatario, in quanto non sono titolari di un diritto reale di godimento sull'immobile, ma lo utilizzano sulla base di uno specifico contratto. Dal 2008, poi, sono esonerati dal pagamento i titolari degli immobili adibiti ad abitazione principale o assimilati dai Comuni alla prima casa, con regolamento adottato entro il 29 maggio 2008. Sono però escluse dal beneficio le unità immobiliari iscritte nelle categorie catastali A1, A8 e A9 (immobili di lusso, ville e castelli).
Il presupposto
Il momento in cui sorge il presupposto per il pagamento dell'imposta è diverso a seconda che si tratti di aree fabbricabili, fabbricati o terreni agricoli. Per le aree edificabili, il legislatore è intervenuto con norma di interpretazione autentica (articolo 36, comma 2 della legge 248/2006) e ha chiarito che la semplice adozione del piano regolatore generale, da parte del consiglio comunale, obbliga al versamento del tributo il titolare dell'area. La base di calcolo dell'imposta è il valore di mercato dell'immobile. Mentre l'obbligo di pagamento sui terreni è legato all'effettivo esercizio dell'attività agricola. Il valore si determina applicando all'ammontare del reddito dominicale risultante in Catasto, vigente al 1° gennaio dell'anno d'imposta, un moltiplicatore pari a 75. Per il fabbricato, invece, occorre fare riferimento all'ultimazione dei lavori o all'effettivo utilizzo. Se l'utilizzazione precede il completamento dei lavori di costruzione, il contribuente è tenuto a pagare.
Fabbricati delle imprese
Per i fabbricati iscritti in Catasto, il valore dell'immobile si ottiene facendo riferimento all'ammontare delle rendite vigenti al 1° gennaio dell'anno di imposizione. Per quelli interamente posseduti da imprese, invece, nel caso in cui gli stessi siano sforniti di rendita catastale, la base imponibile è costituita dai costi di acquisizione ed incrementativi contabilizzati, ai quali vanno applicati dei coefficienti stabiliti annualmente con decreto ministeriale. Il valore dell'immobile, così determinato, ha efficacia fino alla fine dell'anno d'imposta nel corso del quale viene attribuita la rendita catastale oppure viene annotata al Catasto la rendita proposta, con l'osservanza della procedura prevista nel decreto del ministro delle Finanze 701/94. Il valore contabile ha efficacia fino a quando viene attribuita la rendita catastale. Dal momento in cui viene emanato il provvedimento dell'agenzia del Territorio o risulta al Catasto la rendita proposta, il valore del fabbricato deve essere determinato non più con riguardo ai costi contabilizzati bensì in base al valore catastale, a decorrere dall'anno di imposta successivo a quello nel corso del quale l'immobile risulta provvisto di rendita, anche se considerata errata.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

SCADENZIARIO

<novembre 2018>
lunmarmergiovensabdom
2930311234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293012
3456789
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio