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NOVITÀ NORMATIVE

IN ATTESA DEL MILLEPROROGHE

Comunque vada in parlamento, nemmeno questa volta la politica potrà rinunciare al «milleproroghe» di fine anno, che puntualmente butta in avanti la palla sulle tante questioni che le norme lasciano irrisolte.
Nelle pieghe delle trattative sotterranee attorno alla fiducia possono spuntare salvacondotti per alcuni desiderata parlamentari, ma l'assalto alla diligenza condotto a suon di 200 richieste è destinato in larga parte a generare delusioni.
La situazione dei conti pubblici non ammette deroghe alla prudenza, e nella versione più rigorosa il decreto di fine anno potrebbe non contenere molto altro rispetto all'intervento sul cinque per mille, su cui lo stesso governo si è già pronunciato al senato accogliendo un ordine del giorno finalizzato a rifinanziare con 300 milioni di euro l'istituto di sostegno al no profit e alla ricerca. Sul binario principale viaggia anche la proroga per l'approvazione degli studi di settore che ancora necessitano per molte categorie produttive di essere aggiornati alla crisi economica.
Gran parte delle 200 richieste pervenute alla presidenza, inoltre, non saranno esaudite visto che mirano soprattutto a una revisione dei tagli operati nella Pa con la manovra triennale del l'estate scorsa.
Su tutti gli altri temi, le chance che accompagnano le diverse proposte sono inversamente proporzionali al loro costo. Nel ricco capitolo degli enti locali, per esempio, le probabilità più alte di entrare nel provvedimento caratterizzano l'allungamento della vita delle Autorità d'ambito che gestiscono rifiuti e servizio idrico.
La loro abolizione, a partire dal 1° gennaio prossimo, è stata prevista dalla legge 42/2010, di conversione del decreto enti locali di fine anno, ed è frutto di un emendamento del Carroccio accettato dal governo solo perché la fiducia sulla legge di conversione non permetteva modifiche. In questi mesi, le regioni avrebbero dovuto decidere per legge a chi girare le competenze degli Ato, ma quasi ovunque è partito un braccio di ferro fra comuni e province e le varie proposte non sono ancora arrivate all'approvazione. Il rinvio del termine, in queste condizioni, risolverebbe più problemi di quelli che crea.
Sul consolidato di finanza pubblica da presentare a Bruxelles non ha conseguenze nemmeno l'altra richiesta principe degli enti locali, cioè il permesso a continuare a utilizzare per la spesa corrente fino al 75% degli oneri di urbanizzazione. Il governo ha mostrato di non apprezzare questo meccanismo, che dirotta su uscite stabili un'entrata straordinaria e rende i bilanci locali dipendenti dal nuovo mattone, ma più della metà dei comuni ha utilizzato quote anche consistenti di oneri per pareggiare i conti, e per molti di questi sarebbe impossibile fare altrimenti. Soprattutto alla luce del taglio da 1,5 miliardi ai trasferimenti erariali: le speranze residue di un rinvio al 2012 si sono infrante contro il decreto del Viminale, firmato giovedì scorso, e solo le regioni sono ancora in campo nella partita con il governo (prossimo appuntamento giovedì, fiducia permettendo).
Nel pacchetto enti locali occupa un posto importante anche lo spostamento in avanti dell'avvio della riforma della riscossione; a fine anno scade il periodo transitorio previsto dal Dl 203/2005 e decadono le gestioni attuali, e dall'anno prossimo gli enti locali dovranno optare fra la gestione diretta e l'affidamento con gara. Su questo processo pendono però ancora molte incertezze, tra cui il fatto che gli strumenti a disposizione delle società locali per la riscossione coattiva sono diversi da quelli concessi a Equitalia e la concorrenza prevista dalla riforma rischia di non essere alla pari. Anci, Upi e Ascotributi Locali hanno scritto all'Economia per sottoporre il problema, che potrebbe trovare una soluzione temporanea nel milleproroghe.
Sul fronte sanità sono almeno due le proroghe allo studio. Una è quella che sposta in avanti il termine in scadenza a fine gennaio per l'esercizio della professione medica negli studi professionali. L'altra discende da un ordine del giorno approvato con la legge di stabilità e con cui il governo si impegnato a valutare l'esenzione dei ticket sanitari per tutto il 2011 e non solo per i primi cinque mesi del nuovo anno.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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