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NOVITÀ NORMATIVE

CREDITI ICI ED IRAP HANNO NATURA PRIVILEGIATA IN CASO DI FALLIMENTO

Con tre sentenze nel giro di pochi mesi, la Cassazione riscrive le insinuazioni al passivo fallimentare dei crediti tributari. Attraverso di esse viene infatti sancita definitivamente la natura privilegiata dei crediti Irap sorti sia prima che dopo la modifica normativa che nel 2007 ha interessato l'imposta regionale.
Anche i crediti dei comuni relativi all'Imposta comunale sugli immobili (Ici) hanno natura privilegiata sui beni mobili del fallimento, mentre le spese sostenute dal concessionario della riscossione per l'insinuazione al passivo dei crediti erariali devono essere riconosciute con l'ammissione in via chirografaria.
Si tratta di precisazioni importanti destinate a mutare orientamenti radicati presso molte sezioni fallimentari dei tribunali italiani.
Analizziamole in dettaglio.
Il privilegio mobiliare dell'Ici. Con la sentenza n. 11930 del 17 maggio 2010 le sezioni unite della Corte di cassazione hanno stabilito che il credito Ici vantato dal comune nei confronti di un'azienda fallita dovrà essere ammesso al passivo fallimentare con l'attribuzione del privilegio generale mobiliare ex articolo 2752 del codice civile.
Il ragionamento che ha portato i giudici delle sezioni unite al riconoscimento della natura privilegiata dell'Ici sui beni mobili del fallimento è sostanzialmente basato sulla interpretazione estensiva delle norme del codice civile che stabiliscono privilegi a favore di determinate tipologie di crediti.
Secondo il massimo consesso di piazza Cavour infatti poiché l'ultimo comma dell'articolo 2752 del codice civile «... contiene in sé tutti gli elementi necessari per la sua applicazione anche ai mutamenti successivamente intervenuti nell'intera disciplina dei tributi locali, e quindi anche a quelli di nuova istituzione, non è possibile escludervi l'Ici perché introdotta dal dlgs 504 del 1992 e quindi non compresa tra i tributi contemplati dal rd 1175/1931».
Del resto, si legge ancora nel testo della sentenza, paradossali e contrarie allo spirito della disposizione del codice civile, sarebbero le conseguenze relative alla inapplicabilità della prelazione ai crediti per Ici che finirebbero per lasciare priva della relativa garanzia un'entrata che rappresenta la principale fonte di finanziamento per i comuni italiani; mantenendola invece per altre imposte la cui incidenza in termini di gettito alla finanza locale è invece del tutto marginale.
Le norme del codice civile che stabiliscono determinati privilegi a favore di alcuni crediti possono dunque formare oggetto di una lettura estensiva. Tale interpretazione costituisce il risultato di un'operazione logica diretta a individuare il reale significato e la portata effettiva della norma stessa. Nel caso di specie il risultato dell'attività nomofilattica dei giudici della suprema corte si è risolto nel considerare riconosciuto anche per i crediti Ici vantati dai comuni il privilegio generale sui beni mobili del fallimento al pari delle altre imposte, tasse e tributi dovuti agli stessi enti e previsti dalla legge per la finanza locale e dalle norme relative all'imposta comunale sulla pubblicità e ai diritti sulle pubbliche affissioni (articolo 2752, comma quarto, codice civile).
Il privilegio mobiliare Irap. Che il credito relativo all'imposta regionale sulle attività produttive avesse natura di credito dotato di privilegio generale sui beni mobili del debitore era fatto scontato dopo la modifica all'articolo 2752 operata dalla legge n. 222 del 29 novembre 2007. Il problema che la Cassazione ha dovuto affrontare era se detta natura privilegiata dovesse essere ammessa anche per i crediti Irap sorti precedentemente a tale modifica normativa.
Anche in questo caso la soluzione adottata dai giudici di Piazza Cavour si è basata essenzialmente su di una interpretazione di tipo estensivo della norma sopra citata.
Nella recente sentenza n. 24608 del 3 dicembre scorso la cassazione, richiamandosi a quanto affermato nella precedente sentenza n. 4861/2010, ha ribadito che la natura del privilegio mobiliare generale Irap deve essere riconosciuta anche per i crediti sorti nel periodo anteriore all'entrata in vigore della legge 222 del 2009. L'Imposta regionale sulle attività produttive, osserva la corte, è stata introdotta in sostituzione dell'Ilor ed è soggetta alla medesima disciplina pere quanto riguarda sia l'accertamento che la riscossione. Poiché per l'Ilor il privilegio generale mobiliare sui beni del debitori è espressamente riconosciuto dal primo comma dell'articolo 2752 del codice civile, tale natura non può che essere riconosciuta anche ai crediti sorti per l'imposta regionale a prescindere dal periodo di formazione degli stessi.
Il fatto che il legislatore, nel momento in cui ha introdotto nel 1997 l'Irap e ha soppresso l'Ilor, si legge nella sentenza n. 4861 del marzo 2010, non abbia provveduto a modificare contemporaneamente l'articolo 2752 del codice civile, non deve essere interpretato come volontà di escludere dal privilegio l'Irap, ma come una mera svista non infrequente quando vengono introdotte nell'ordinamento giuridico nuove disposizioni, cui lo stesso legislatore ha posto successivamente rimedio, eliminando ogni anomalia del sistema.
Alla luce del giudizio della cassazione si può pertanto affermare che allo stato attuale godono di privilegio generale sui mobili del debitore i crediti erariali relativi all'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef, all'imposta sul reddito delle persone giuridiche (Irpeg/Ires), all'imposta locale sui redditi (Ilor) e per l'imposta regionale sulle attività produttive (Irap), indipendentemente dal periodo d'imposta di formazione dei crediti stessi.
Privilegio che peraltro, secondo le stesse sezioni unite della cassazione (sentenza n. 5246 del 6/5/1993), non può essere esteso alle sanzioni amministrative accessorie al credito per l'imposta, in quanto trattasi di somme non aventi natura risarcitoria bensì afflittiva.
FONTE: ITALIA OGGI

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