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NOVITÀ NORMATIVE

CONTENZIOSO ICI POTENZIALE SUI FABBRICATI RURALI

La scadenza del 16 dicembre per il saldo Ici 2010 pone nell'incertezza i proprietari dei fabbricati rurali alla luce dell'interpretazione della norma di esenzione adottata dalla Corte di cassazione. Piovono, infatti, in continuazione sentenze della Corte secondo cui l'esenzione Ici spetta soltanto per i fabbricati inquadrati nelle categorie catastali A/6 o D/10.
I fabbricati rurali sono quelli che rispondono ai requisiti oggettivi previsti dall'articolo 9 del Dl 557/93, convertito nella legge 133/94 e successive modifiche.
Sotto il profilo catastale i fabbricati rurali si dividono in due categorie:
- quelli legalmente iscritti nel catasto terreni in quanto non si sono mai verificate le condizioni per il passaggio al catasto fabbricati; per queste costruzioni l'esenzione Ici è certa in quanto, non essendo loro attribuita una categoria catastale, nessuno può invocare l'assoggettamento a imposta;
- le costruzioni rurali sono transitate nel catasto fabbricati, per effetto del Dm 2 gennaio 1998, n. 28 che disciplina le modalità di censimento dei fabbricati rurali resa obbligatoria in presenza di nuove costruzioni, di modifiche strutturali, di trasferimenti sia a titolo oneroso sia per effetto di donazione o successione, o infine nel caso in cui questi fabbricati non risultino in mappa nel catasto terreni (articolo 36 del Dl 262/2006).
Resta inteso che l'iscrizione nel catasto fabbricati non fa venir meno comunque la natura di fabbricato rurale e quindi anche l'esenzione dall'imposta comunale. Esemplare, sotto questo profilo, la norma interpretativa introdotta dall'articolo 23 del Dl 207/2008, convertito dalla legge 14/2009, che dispone: «Non si considerano fabbricati le unità immobiliari anche iscritte o iscrivibili nel catasto fabbricati, per le quali ricorrono i requisiti di ruralità di cui all'articolo 9 del Dl 557/93».
Quindi le costruzioni rurali iscritte nel catasto fabbricati si dividono a loro volta in due categorie:
- quelle iscritte nella categoria D10 (per le abitazioni non esiste la categoria catastale "A6") per le quali l'esenzione Ici è fuori discussione;
- quelle non iscritte in queste categorie catastali per le quali l'imposta non sarebbe dovuta, ma i Comuni la pretendono alla luce delle sentenze della Cassazione.
I casi in cui i fabbricati rurali (ai sensi dell'articolo 9 del Dl 557) non rispecchiano le categorie catastali invocate dalla Cassazione sono numerosi. Per le abitazioni la categoria A6 non può esistere in agricoltura in quanto riguardava le "abitazioni di tipo rurale" e cioè erano case poste in zone urbane aventi le caratteristiche di quelle rurali e sono ormai desuete per le primitive dotazioni impiantistiche. L'agenzia del Territorio, con nota 10933 del 26 febbraio 2010, ha precisato che dal 1993 questa categoria non è più utilizzata; si ricorda altresì che l'articolo 9 del Dl 557/93 esclude la natura di casa rurale soltanto a quelle accatastate nelle categorie A1 e A8.
Per i fabbricati strumentali vi sono costruzioni destinate, ad esempio, all'allevamento di animali oppure quelli delle cooperative agricole di trasformazione, chiaramente rurali ai sensi del citato articolo 9, comma 3 bis, ma iscritti in catasto precedentemente dall'introduzione della categoria D10. Quindi risultano accatastati nelle categorie C6, D7 o D8 pur avendo un'ineccepibile destinazione rurale. Fra breve si presenterà anche il problema degli impianti fotovoltaici (classificati D1) che, se realizzati nel rispetto dei limiti delle attività agricole connesse, hanno anch'essi una funzione rurale.
Le conclusioni sono inequivocabili: sulle costruzioni rurali che rispettano i requisiti previsti dal Dl 557/93 l'Ici non è dovuta indipendentemente dalla categoria catastale. Ai proprietari di costruzioni rurali iscritte in categorie diverse da A6 e D10 non resta che la scelta di non pagare l'imposta e prepararsi al contenzioso con il Comune rischiando le sanzioni o, in alternativa, pagare l'imposta e chiedere il rimborso al Comune per poi proseguire nel contenzioso ove l'ente locale rigetti la richiesta.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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