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NOVITÀ NORMATIVE

IL NUOVO PATTO PENALIZZA LE AMMINISTRAZIONI DEL NORD

Le regole del Patto di stabilità interno per il triennio 2011-2013 mischiano di nuovo le carte della finanza locale.
Le regole del Patto di stabilità interno per il triennio 2011-2013 mischiano di nuovo le carte della finanza locale. Numerose proposte emendative, che avrebbero dovuto alleggerire il peso della manovra su province e comuni, non sono state accolte e il restyling si tradurrà in una redistribuzione dei carichi all'interno del comparto. L'algoritmo su cui si basa il nuovo calcolo non solo non è di immediata comprensione ma è ulteriormente complicato dalla previsione, per il solo 2011, di una clausola di salvaguardia. La previsione di un saldo finanziario di competenza mista pari a 0 non è un elemento fondamentale. Il vero obiettivo è quello definito come specifico, risultante dall'applicazione di coefficienti percentuali alla media della spesa corrente registrata negli anni 2006-2008. A questo obiettivo si sottrae poi l'importo delle riduzioni dei trasferimenti disposti ai sensi dell'art. 14 della Legge n. 122/2010: il valore risultante rappresenta l'obiettivo a regime. Per l'anno prossimo la clausola di salvaguardia prevista riduce del 50% il vantaggio o lo svantaggio che ogni ente locale consegue dal confronto fra le nuove e le vecchie regole, definite dall'art. 77-bis della Legge n. 133/2008. Il vero effetto redistributivo si verificherà quindi solo a partire dal 2012. I fattori rilevanti saranno fondamentalmente due: il nuovo patto sarà più elevato per gli enti che nel triennio 2006-2008 hanno fatto registrare livelli di spesa corrente mediamente più alti e per quelli che risultano beneficiari di trasferimenti statali mediamente bassi. Il primo fattore rischia di penalizzare coloro che negli anni considerati non hanno eccesso nelle esternalizzazioni; il secondo, se sterilizza ai fini del Patto il taglio dei trasferimenti previsto dalla manovra estiva, dall'altro rischia di penalizzare gli enti che, a parità di spesa corrente erogata, fanno maggiormente conto su risorse proprie. L'identikit di questi ultimi sembrerebbe corrispondere alle grandi città soprattutto del Nord, mentre a Sud si avvertirà più nettamente l'alleggerimento dei trasferimenti.
FONTE: ITALIA OGGI

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