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NOVITÀ NORMATIVE

VISITE FISCALI A CARICO DEGLI ENTI.

Tornano alla ribalta gli oneri delle visite fiscali. Al centro dell'attenzione questa volta arrivano le situazioni in sospeso, dopo la sentenza della Corte costituzionale (207/2010) che ha messo la parola fine all'obbligo delle aziende sanitarie di farsi carico delle verifiche. A far luce sui nodi applicativi emersi dopo il balletto di modifiche sono le sezioni riunite della Corte dei conti (deliberazione n. 62 del 14 dicembre), interpellate dai magistrati contabili delle Marche per sciogliere la questione, in contrasto con l'orientamento della sezione delle autonomie 20/2009.
Nel 2008, si è rafforzato l'obbligo da parte degli enti di mandare le visite a casa di chi si assenta per malattia. Dopo bracci di ferro fra aziende sanitarie ed enti, spunta la norma che fa rientrare le ispezioni fra i compiti istituzionali delle aziende sanitarie e i relativi costi a carico delle risorse del Ssn (articolo 17, comma 23 del Dl 78/2009).
A metà 2010 però è arrivata la sentenza della Corte costituzionale che ha escluso la riconducibilità delle prestazioni relative alle visite fiscali all'ambito dei livelli essenziali di assistenza, spostando l'onere sulle amministrazioni richiedenti. Sulla decorrenza degli effetti, la retroattività della sentenza comporta la cessazione ex tunc dell'efficacia delle norme dichiarate illegittime, con il conseguente divieto di applicazione ai rapporti pendenti (salvi dunque i rapporti chiusi).
Pertanto le aziende sanitarie potranno chiedere ai comuni il rimborso delle prestazioni effettuate dall'entrata in vigore della normativa caducata (2008). Non solo, il conto può arrivare anche per le prestazioni effettuate anteriormente, per le quali la Corte costituzionale ha escluso dall'origine il carattere gratuito. Peraltro, aggiungono i magistrati contabili, il comune, in caso di richiesta di rimborso da parte delle aziende sanitarie, per procedere non deve attendere un nuovo intervento legislativo.
Le sezioni riunite riaprono, poi, a sorpresa il capitolo finanziario. La pronuncia della Corte costituzionale, affermano, ha i caratteri della cosiddetta "sentenza di spesa", in quanto nel travolgere la norma che prevedeva la copertura degli oneri di carattere obbligatorio derivanti dalle visite, che rimangono vigenti, determina, a carico dei comuni e delle amministrazioni interessate, l'esigenza di individuare i mezzi di copertura per le spese da rimborso a favore delle aziende sanitarie. Si tratta di oneri che potrebbero rivelarsi anche elevati per la finanza locale, per cui - prosegue la pronuncia - laddove ci fosse pregiudizio al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica si potrebbe valutare l'applicazione di apposite iniziative legislative specie per quanto riguarda i profili di copertura degli oneri gravanti sulle amministrazioni pubbliche (inclusi quelli derivanti dalle eventuali pretese creditorie). Ora la palla passa di nuovo in campo governativo.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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