PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

NON SI APPLICANO AI TRIBUTI LOCALI GLI AUMENTI DELLE SANZIONI

Non si applica ai tributi locali l'aumento delle sanzioni, da un quarto a un terzo, previsto in caso di definizione agevolata degli accertamenti emessi dal 1° febbraio 2011.
È quanto emerge da un'attenta lettura della legge di stabilità 2011, che ha modificato l'ammontare di alcune sanzioni applicabili in materia fiscale, rimodulando le riduzioni disposte dalle norme vigenti in caso di ravvedimento operoso e di altri istituti deflattivi del contenzioso.
I punti toccati dal provvedimento sono quattro: accertamento con adesione, conciliazione giudiziale, ravvedimento operoso e definizione agevolata.
In ordine al primo, il comma 18 della legge di stabilità innalza da un quarto a un terzo del minimo di legge l'ammontare delle sanzioni applicabili nel caso di accertamento con adesione, istituto previsto dal Dlgs 218/97 per i tributi erariali (imposte sui redditi, Iva e altre imposte), ma che l'articolo 50 della legge 449/97 estende anche ai tributi locali «sulla base dei criteri stabiliti dal Dlgs 218/97». I comuni possono quindi recepire l'istituto per via regolamentare, adattando la procedura alle proprie esigenze, ma senza possibilità di intervenire sull'entità delle sanzioni (deliberando cioè abbattimenti maggiori di quelli indicati nel Dlgs 218/97) stante la riserva di legge vigente in tale comparto.
Il comma 19 della legge di stabilità interviene invece sulla misura delle sanzioni applicabili nell'ipotesi di definizione della controversia tributaria con conciliazione giudiziale, portandole da un terzo al quaranta per cento delle somme irrogabili in rapporto dell'ammontare del tributo conciliato.
Il successivo comma 20 rimodula poi le riduzioni delle sanzioni previste per le diverse ipotesi di ravvedimento operoso modificando l'articolo 13 del Dlgs 472/97. Tale istituto consente ai contribuenti di regolarizzare spontaneamente le violazioni tributarie commesse, mediante il pagamento di una sanzione ridotta e alle condizioni di legge. Il ravvedimento operoso è senz'altro applicabile al comparto dei tributi locali in virtù del rinvio contenuto nell'articolo 16 del Dlgs 473/97.
Si tratta, nei primi tre casi (accertamento con adesione, conciliazione giudiziale e ravvedimento), di disposizioni che incidono - direttamente o indirettamente - sulle sanzioni applicabili ai tributi locali a partire da febbraio 2011. Altrettanto invece non può dirsi in ordine alla definizione agevolata, altro istituto sul quale interviene la legge di stabilità 2011 per aumentare le sanzioni (da un quarto a un terzo dei minimi edittali) a carico dei contribuenti che aderiscono agli accertamenti. Si chiama definizione "agevolata" perché il contribuente rinuncia a impugnare l'accertamento e in cambio ottiene uno sconto sulle sanzioni, ridotte a un quarto della misura stabilita.
Per gli atti emessi dal 1° febbraio 2011 il contribuente dovrà invece pagare la sanzione ridotta a un terzo. Ma la modifica interviene sull'articolo 17 del Dlgs 472/97 (cioè sulla disciplina generale) lasciando tuttavia intatte le disposizioni relative ai principali tributi locali, che continuano a prevedere il pagamento della sanzione ridotta a un quarto.
In tal senso dispongono l'articolo 14 del Dlgs 504/92 per l'Ici e gli articoli 23, 53 e 76 del Dlgs 507/93 rispettivamente per l'imposta sulla pubblicità, per la Tarsu e per la Tosap. Disposizioni che tra l'altro non possono ritenersi implicitamente abrogate in quanto si tratta di norme riscritte dal Dlgs 473/97, entrato in vigore contestualmente al Dlgs 472/97. L'adesione prevista dalle disposizioni sui tributi locali prevale quindi sulla definizione agevolata disciplinata in generale dall'articolo 17 del Dlgs 472/97.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

SCADENZIARIO

<giugno 2018>
lunmarmergiovensabdom
28293031123
45678910
11121314151617
18192021222324
2526272829301
2345678
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio