PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

BLOCCO DELLE PROGRESSIONI DI CARRIERA.

Il blocco degli effetti economici correlati alle progressioni di carriera ricomprende tutte le vecchie progressioni, verticali e orizzontali. La Corte dei conti Lombardia, con il parere 1015/2010, interpreta in modo estensivo il significato delle «progressioni di carriera comunque denominate» di cui all'articolo 9, comma 21, del Dl 78/2010. Progressioni che possono spiegare effetti solo giuridici e non anche economici nel triennio 2011/2013. Secondo la dottrina prevalente, le progressioni di carriera facevano riferimento a quelle disciplinate nell'articolo 24 del Dlgs 150/2009 ovvero le vecchie progressioni verticali.
Al contrario, la Corte ritiene che la norma abbia una «estensione lata» e debba trovare concreta applicazione a prescindere dal nomenjuris, nel senso che «ogni variazione di inquadramento del dipendente produrrà effetti soltanto sullo status giuridico, ma non sul trattamento economico dell'impiegato». La motivazione si basa sul testo normativo, il quale parla di progressioni di carriera «comunque denominate».
Poiché la norma non ha effetti retroattivi, la Corte ammette i benefici economici delle progressioni orizzontali disposte nel 2011 con efficacia retroattiva al 2010 a condizione che i presupposti per l'inquadramento siano maturati nel corso del 2010 e che non si tratti di un comportamento volto a eludere il divieto di progressione economica nel triennio 2011-201 In questo contesto la progressione con effetto retroattivo dovrà derivare da «automatismi» contenuti in norme di legge o di contratto. Il riferimento agli «automatismi» può generare dubbi in quanto le progressioni orizzontali non possono derivare da meccanismi slegati dal processo valutativo.
Per altro verso, stante il principio dettato dalla Corte, secondo la quale sono ammesse progressioni nel 2011 con effetto 2010 anche in applicazione della cadenza annuale della valutazione, il termine «automatismo» dovrebbe far riferimento alla fissazione delle regole e delle procedure da seguire al fine di identificarne i soggetti beneficiari e la decorrenza giuridica, una volta effettuata la valutazione a sua volta basata su regole predeterminate. Per altro verso, in applicazione dell'articolo 31 del Dlgs 150/2009 tali regole devono trovare la loro origine in un contratto decentrato siglato ante 15 novembre 2009 e non possono essere modificate fino all'attuazione della riforma Brunetta.
La Corte lombarda non specifica cosa intenda per «condotte elusive» se non con un generico riferimento alle progressioni correlate a valutazioni discrezionali dell'amministrazione sia in termini di soggetti beneficiari che di decorrenza giuridica. Ci si dovrà interrogare sulla legittimità di contratti decentrati che prevedano progressioni da riconoscere nel 2011 con effetti giuridici ed economici collocati a ridosso del 31/12/2010 e quindi in sostanziale elusione del blocco normativo.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

SCADENZIARIO

<settembre 2017>
lunmarmergiovensabdom
28293031123
45678910
11121314151617
18192021222324
2526272829301
2345678
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio