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NOVITÀ NORMATIVE

BANDI EAVVISI DA PUBBLICARE ON-LINE

A decorrere dal 1º gennaio 2011 le pubblicazioni effettuate in forma cartacea non hanno più effetto di pubblicità legale. Gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale si intendono ormai assolti solo ed esclusivamente con la pubblicazione nei propri siti informatici da parte delle amministrazioni e degli enti pubblici obbligati.
Ma la norma di riferimento (articolo 32 della legge 69/2009) non specifica le modalità attuative e non si non regole tecniche uniformi: parametri tecnici standard per garantire effettività e genuinità delle pubblicazioni e quindi formato dei file, uso di firma digitale, possibilità di compresenza dell'albo cartaceo, individuazione responsabilità, modalità di compilazione del registro delle pubblicazioni, stesura dell'attestazione di avvenuta pubblicazione, rispetto della tutela della riservatezza.
In assenza di specifiche norme di riferimento le amministrazioni si sono dotate di regolamenti interni che chiariscano normativamente le condizioni della pubblicazione sull'albo virtuale. Dal 1° gennaio 2011 solo questa pubblicazione ha valore di legge e non si tratta della semplice trasposizione dei documenti o del contenuto dei documenti sul sito dell'ente pubblico. Un conto è, infatti, la pubblicità cosiddetta «notizia», che non produce effetti legali, altro conto è la pubblicità legale, da cui scattano ad esempio termini di legge, compresi quelli previsti per impugnare gli atti.
Ma vediamo nel dettaglio che cosa prescrive il citato articolo 32.
Già a far data dal 1º gennaio 2010, gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale potevano intendersi assolti con la pubblicazione nei propri siti informatici da parte delle amministrazioni e degli enti pubblici obbligati.
All'Albo pretorio sono pubblicati i provvedimenti conclusivi di procedimenti amministrativi e gli atti amministrativi di carattere generale: deliberazioni del consiglio comunale, deliberazioni della giunta comunale, determinazioni dei funzionari dell'Ente, bandi di concorso, avvisi di gare d'appalto e asta, varianti al Piano regolatore generale, permessi di costruire, elenco abusi edilizi-ordinanze, variazioni e avvisi provenienti dagli uffici comunali, pubblicazioni di atti insoluti o non notificati, elenco degli oggetti smarriti.
Peraltro solo dal 1° gennaio 2011 le pubblicazioni effettuate in forma cartacea non hanno effetto di pubblicità legale. Questo ha significato che le amministrazioni hanno avuto un anno per effettuare tutte le sperimentazioni del caso.
Una diversa decorrenza (1° gennaio 2013) è prevista per la pubblicazione con effetti legali su internet (con abbandono della pubblicazione cartacea) per atti e provvedimenti concernenti procedure ad evidenza pubblica o i propri bilanci.
Dunque quest'anno vanno obbligatoriamente pubblicati su internet tutte le deliberazioni del comune e della provincia e anche tutte le deliberazioni degli altri enti locali, le affissioni matrimoniali, e tutte gli atti o provvedimenti amministrativi, la cui pubblicazione sia prevista per legge. Cerchiamo di analizzare bene gli effetti della norma e di risolvere alcuni aspetti dubbi. La disposizione disciplina le forme di pubblicazione degli atti e provvedimenti, riservando gli effetti legali solo alla pubblicazione in rete. Questo significa che, allo stato, rimane come originale il documento cartaceo, di cui, appunto, cambia la modalità di diffusione legale. A meno che le amministrazioni non abbiano impostato i flussi nel senso di produrre originali come documenti informatici sottoscritti con la firma digitale.
L'atto o provvedimento va sull'albo pretorio virtuale, senza modifiche alla disciplina giuridica. Ad esempio le deliberazioni devono rimanere all'albo virtuale per 15 giorni, trascorsi i quali diventano esecutive: alla scadenza vanno rimosse dall'albo pretorio virtuale (anche se possono rimanere nell'archivio online, con mera funzione di documentazione, codice della privacy permettendo, secondo le linee guida del Garante del 2007). Si deve garantire la genuinità del testo e la non modificabilità da parte degli utenti (da qui la preferenza per formati pdf o jpg o comunque per soluzioni tecniche che arginino la possibile manipolazione del testo).
È opportuno che l'ente nomini uno o più responsabili-incaricati del trattamento ad hoc, con il compito di garantire la decorrenza della pubblicazione virtuale e l'avvenuto compimento della stessa oltre che il funzionamento del sito.
Qualora per qualche motivo la pubblicazione non abbia avuto luogo (ad esempio per problemi di linea) occorre che si provveda reiterando la pubblicazione stessa. Se ci si rivolge a soggetti esterni, che trattano i dati, occorre che gli stessi siano nominati responsabili del trattamento. Da ricordare che se si conserva l'albo cartaceo (con mera funzione di pubblicità notizia, magari al fine di dare una possibilità di conoscenza a chi non ha il computer o il collegamento a internet) si deve sottolineare con appositi avvisi che l'unica pubblicazione con valore legale è quella su internet. In ogni caso è meglio non creare confusione con periodi di pubblicazione diversi tra pubblicazione cartacea e virtuale.
Con il nuovo sistema, poi, è possibile che ogni ufficio dell'ente curi le proprie pubblicazioni (caricando atti e provvedimenti su internet) anziché rivolgersi all'unico ufficio dell'albo pretorio (curato nei comuni in genere dai messi). Anche di questo è opportuno dare conto in un apposito regolamento (di competenza della giunta degli enti locali).
Problema specifico riguarda le determinazioni dei dirigenti, per i quali l'art. 124 del Testo unico degli enti locali non prevede espressamente la pubblicazione (imposta invece dal Consiglio di stato), per le quali, atteso che non necessitano di pubblicazione per divenire esecutive (si veda l'art. 151 Tuel), è lo statuto dell'ente che può disporre se e come pubblicarle (ad esempio mediante pubblicazione parziale o solo dell'elenco). Per gli atti soggetti a pubblicazione, infine, va ricordato che per contare i termini di decadenza per impugnare gli atti occorrerà fare riferimento alla scadenza della pubblicazione virtuale (art. 41 Codice del processo amministrativo).
FONTE: ITALIA OGGI

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