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civica

NOVITÀ NORMATIVE

NOVITA' SUL RAVVEDIMENTO ICI

La scadenza del saldo Ici 2010 e la conseguente apertura dei termini per il ravvedimento operoso mettono i comuni di fronte alla necessità di applicare le nuove disposizioni introdotte dalla legge di stabilità 2011 in questa materia.
Con l'intento di rendere meno allettante il ricorso al ravvedimento (che dal 2010 - complice anche la riduzione all'1% annuo del tasso di interesse legale applicabile ai tardivi pagamenti spontanei - era di fatto diventato una procedura ordinaria per dilazionare il pagamento delle imposte), la legge di stabilità ha infatti ridotto le agevolazioni di cui al l'articolo 13 del Dlgs 472/1997, rispetto a quelle introdotte dall'articolo 16, comma 5 del Dl 185/2008, convertito in legge 2/2009.
È stato stabilito che - a decorrere dal 1° febbraio 2011 - la sanzione dovrà essere ridotta a un decimo del minimo, anziché a un dodicesimo, nei casi di omesso versamento, se eseguito entro 30 giorni dalla scadenza; a un ottavo del minimo, anziché a un decimo, se la regolarizzazione avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale è stata commessa la violazione o, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall'omissione o dall'errore.
Anche se l'applicabilità delle nuove sanzioni dovesse essere esclusa, le novità sono senza dubbio efficaci sul ravvedimento operoso ai fini Ici, che i contribuenti potranno effettuare utilizzando ancora la riduzione a 1/12 nel caso di pagamento entro un mese dalla scadenza del saldo 2010 (da effettuare entro il 15 gennaio 2011), mentre a decorrere da tale data il ravvedimento dovrebbe essere effettuato con la riduzione della sanzione a 1/10 nel caso di pagamento effettuato entro il 31 gennaio 2011 e con la riduzione a 1/8 per il pagamento effettuato a partire dal 1° febbraio 2011 e fino all'anno successivo a quello in cui è stata commessa la violazione.
L'applicazione di queste nuove percentuali di riduzione delle sanzioni pone peraltro un problema di legittimità, in quanto contrasta con il principio di legalità dettato dall'articolo 3, comma 3 del Dlgs 472/1997 (meglio conosciuto come principio del favor rei), il quale dispone che se la legge in vigore al momento in cui è stata commessa la violazione e le leggi posteriori stabiliscono sanzioni di entità diversa, si applica la legge più favorevole, salvo che il provvedimento di irrogazione sia divenuto definitivo.
Appare evidente che il contribuente il quale, al momento del l'omissione o del parziale versamento dell'Ici o di un altro tributo dovuto nel 2010, avrebbe potuto ravvedersi con l'applicazione delle riduzioni più favorevoli previste prima della modifica introdotta dalla legge di stabilità, dovrebbe poter continuare a ravvedersi applicando tale riduzione anche dopo il 1° febbraio 2011, e non invece dando applicazione alle nuove percentuali di riduzione che, in quanto meno favorevoli al contribuente, diventeranno di fatto applicabili solo alle violazioni commesse a decorrere dal 1° febbraio 2011.
Per tale ragione, appare necessario che i comuni, al pari di tutti gli altri enti impositori, nell'informare i contribuenti della possibilità di avvalersi delle nuove percentuali di riduzione delle sanzioni introdotte dalla legge di stabilità, comunichino correttamente le sanzioni applicabili al ravvedimento, al pari del tasso di interesse legale applicabile alle somme da versare in sede di ravvedimento (che dal 1° gennaio 2011 è stato elevato all'1,5%, in luogo dell'1% annuo applicabile nel 2010), per evitare la successiva presentazione di istanze di rimborso, nel caso in cui il contribuente dovesse versare somme più elevate, dando automatica applicazione alle nuove percentuali di riduzione delle sanzioni.
Le nuove modifiche apportate al sistema del ravvedimento potrebbero infine rappresentare l'occasione per completare tale strumento, rendendolo utilizzabile non soltanto entro il termine massimo di un anno, bensì – a seguito dell'introduzione del cosiddetto ravvedimento "lungo", basato eventualmente anche su una sanzione più elevata di quella prevista per il pagamento spontaneo entro un anno - in ogni momento precedente a quello in cui la violazione sia stata constatata dall'ente impositore.
Al pari di quanto previsto dall'articolo 6, comma 5 bis del Dlgs 472/1997 per la regolarizzazione degli errori formali compiuti in sede di dichiarazione che non incidano sulla determinazione dell'imposta dovuta e che non arrechino pregiudizio all'esercizio delle azioni di controllo da parte del comune. Tale modifica consentirebbe infatti di rendere il ravvedimento operoso un vero strumento di collaborazione con l'ente impositore, che oggi trova invece un limite inspiegabile nel termine annuale previsto per la correzione spontanea da parte del contribuente.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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